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Covid-19 e carenza da vitamina D in quarantena: cosa fare

Attenti a non eccedere. Le conseguenze

La nutrizione ai tempi del Covid-19 va opportunamente integrata con alcuni alimenti. In particolare in questo periodo in cui siamo costretti a rimanere a casa per contenere l'epidemia da coronavirus, siamo maggiormente esposti alla carenza di vitamina D, molto importante perché assolve a dei processi fondamentali per l'organismo.

Vitamina D: cos'è
La vitamina D è una vitamina liposolubile che si accumula nel fegato. E' disponibile in due forme: ergocalciferolo che si assume con gli alimenti e il colecalciferolo che invece è sintetizzato dall'organismo. Nella maggior parte dei casi si produce nella pelle con l'esposizione al sole oppure per assorbimento a livello intestinale, quindi passa nel sangue dove arriva al fegato e ai reni per essere attivata.
La vitamina D ha un ruolo molto importante per la salute. Una delle sue proprietà essenziali è di fare assorbire il calcio, che proviene dagli alimenti, dall'intestino. Quindi questa vitamina regola il metabolismo del calcio. In questo senso aiuta la calcificazione delle ossa e quindi è utile per favorire i processi di mineralizzazione a livello dell'apparato scheletrico. La vitamina D grazie a queste proprietà previene il rachitismo in età pediatrica e la osteomalacia nei soggetti anziani. L'osteomalacia consiste in una fragilità delle ossa che per sostenere il peso del corpo vanno incontro ad alcune deformazioni. Le ossa si presentano integre all'esterno, ma all'interno c'è una carenza di minerali. Oltre a ciò serve a mantenere entro la soglia di guardia i livelli di calcio e anche di fosforo nel sangue. Sempre per quanto riguarda gli anziani, studi recenti hanno messo in evidenza che livelli non sufficienti di vitamina D possono associarsi a una risposta non efficiente del sistema immunitario. Una carenza di questa vitamina rende anche più vulnerabili i denti, che risultano maggiormente esposti alla carie.

Vitamina D: in quali alimenti si trova
Facciamo scorta di vitamina D soprattutto esponendoci ai raggi solari. Il rimanere lunghe ore in casa, condizione che stiamo vivendo in questo momento, il vestirsi troppo coperti, l'utilizzo in estate di protezioni troppo elevate, ci espongono a una carenza di questa vitamina. Se quindi abbiamo la possibilità di disporre di un balcone o meglio ancora di un terrazzo, possiamo approfittare di una bella giornata di sole esponendoci per circa una ventina di minuti con viso e braccia scoperte. Soprattutto nelle ore più calde non dobbiamo dimenticare la protezione. Pertanto la vitamina D va integrata soltanto in presenza di condizioni particolari, quali ad esempio la gravidanza, l'allattamento oppure in fase di crescita. La si trova poi solo in determinati alimenti, in particolare pesci grassi quali salmone, tonno e sgombro, nell'olio di fegato di merluzzo, nel latte e derivati, formaggi grassi e nelle verdure verdi.
Il fabbisogno quotidiano di questa vitamina, se non vi sono condizioni particolari legate a fattori di rischio, è pari a 400 unità al giorno. Se invece sussistono fattori di rischio o ne è stata accertata una carenza, si può arrivare fino a 1.000 unità al giorno. Un eccesso di vitamina D può essere causa di calcificazione a carico di vari organi con manifestazione di sintomi quali diarrea, vomito e spasmi muscolari. Pertanto bisogna sempre farsi seguire da un medico.


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