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L'arabo di Sicilia nel libro di Cristina La Rosa

Ricercatrice 38enne

Catania - Cristina La Rosa (classe 1982) è una ricercatrice e insegna Lingua e Dialettologia araba all'Università di Catania. Si occupa di arabo in Sicilia, di tradizione grammaticale arabo-sicula e andalusa, e di sociolinguistica dell'arabo tunisino. Ha scritto una monografia: "L'arabo di Sicilia nel contesto maghebino", edito nel 2019 da Ipocan. 

L'arabo di Sicilia è una varietà maghrebina non hilliana in uso nell'isola dall'epoca islamica fino al 1492 d.C., anno in cui fu promulgato l'editto di espulsione degli Ebrei dalla Sicilia. La fu la lingua ufficiale dell'amministrazione regia durante l'epoca islamica e tale rimase, accanto al greco e al latino, sotto il governo normanno. Anche l'arabo vernacolare continuò a essere una delle lingue della comunicazione quotidiana insieme al greco e al latino volgare fino al XIII secolo. Tale situazione di plurilinguismo e diglossia caratterizzò fortemente il Regno normanno, durante il quale l'arabo ebbe un ruolo politico e strategico centrale. Dopo la cacciata dell'ultima enclave arabofona a Lucera nel 1236 d.C., l'arabo, in Sicilia, subì un repentino ridimensionamento fino a scomparire quasi del tutto. Solo la comunità ebraica continuò, infatti, a utilizzare l'arabo sia per la comunicazione orale, sia per la produzione di documenti redatti in giudeo-arabo, ossia in arabo trascritto in caratteri ebraici.

Il corpus arabo-siculo è composto da testi letterari e paraletterari, appartenenti perlopiù agli ambiti della storiografia, geografia, botanica, specchi dei principi, cultura materiale, abaqt e diplomatica, redatti in una varietà di arabo 'media', caratterizzata dalla presenza di elementi 'misti', ossia classici, dialettali e pseudo-correttismi. La prima e sola monografia, nella quale alcuni di questi testi sono stati esaminati, è Sicul Arabic di Dionisius Agius, pubblicato nel 1996. Quest'opera pionieristica ha il merito di avere attirato l'attenzione sulla lingua araba in uso in Sicilia nell'epoca islamica e normanna e di avere sottolineato la necessità di tentare di ricostruirne le caratteristiche esaminandole in un'ottica comparatistica con l'arabo andaluso e con il maltese.
[...] A più di vent'anni dalla pubblicazione di Sicul Arabic, si avverte, dunque, la necessità di uno studio aggiornato sull'arabo di Sicilia, che estenda l'indagine anche ad altri testi del corpus arabo-siculo, mai esaminati o mai studiati prima in maniera approfondita, tenendo presenti i nuovi approcci metodologici adottati nei più recenti studi di dialettologia e di storia della lingua araba. L'obiettivo di questo volume è quello di tentare di rispondere a questo desiderio; esso presenta, infatti, la descrizione delle caratteristiche linguistiche dei testi esaminati a tutti i livelli di analisi: fonologico e ortografico, morfologico, sintattico e lessicale. Il lavoro, che prende le mosse dalle mie ricerche dottorali, è frutto di diversi anni di indagini durante i quali, in occasione della mia partecipazione ad alcuni convegni di settore, ho avuto modo di presentare i risultati delle mie indagini e di confrontarmi con altri studiosi di dialettologia e medio arabo su alcuni fenomeni presenti nei testi arabo-siculi. Parte dei dati pubblicati in alcuni articoli confluisce quindi, rivista e aggiornata, in questo libro. Il corpus studiato durante il dottorato è stato, inoltre, ampliato e integrato con ulteriori dati reperiti in altre opere (para)letterarie. Inoltre, attraverso un approccio comparatistico con l'arabo andaluso e con il maltese, ma anche con altre varietà dell'Occidente del mondo arabo, mi propongo altresì di illustrare i rapporti tra l'arabo di Sicilia e i dialetti maghrebini medievali, moderni e contemporanei, mettendo in evidenza i tratti comuni e le specificità. La descrizione dei fenomeni linguistici, effettuata secondo una prospettiva sincronica e diacronica, permette, infatti, di chiarire la posizione dell'arabo di Sicilia nel contesto maghrebino...


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