Economia Pozzallo

La guerra dell’autotrasporto tra Sicilia e Malta

I gravami imposti dal governo maltese

Pozzallo - Con i loro rimorchi viaggiano via nave a bordo dei mezzi veloci di Virtu Ferries che operano sulle autostrade del mare attive fra le due isole. Trasportano derrate alimentari per la grande distribuzione, ma non solo. Riforniscono lo Stato maltese. Sono almeno 50 rimorchi a settimana che da Pozzallo imbarcano in direzione dell'Isola dei Cavalieri. Un movimento merci in esportazione di circa 600 tonnellate al mese. Numeri rilevanti per il tessuto economico siciliano. Ma da oltre un mese, ormai, non possono più distribuire in loco. Ci devono pensare le aziende maltesi, pagate però dalle società siciliane di autostrasporto.

I trasportatori siciliani che partono dal porto di Pozzallo denunciano da mesi ormai la pesante situazione che devono subire arrivando a Malta. L’emergenza Covid ha indotto le autorità maltesi ad imporre le loro regole. Regole che vengono osservate con grande scrupolo dalle imprese siciliane che effettuano trasporti su gomma, movimentando in esportazione con celerità ed efficienza.
“I nostri automezzi in arrivo al porto di Malta -denunciano i trasportatori che si sono rivolti inviando una nota al Presidente della Regione, Nello Musumeci e all’Assessore regionale ai trasporti Marco Falcone- , vengono allocati all'interno di un'area recintata, la cosidetta ara di decantazione. Qui le motrici vengono movimentate solo da personale di aziende maltesi che si occupano poi delle consegne e della distribuzione delle merci. Questo sistema comporta non solo una limitazione del nostro lavoro, ma anche un maggior onere di costi difficile da sostenere. Le consegne sono consentite solo alle imprese maltesi, le uniche autorizzate alla distribuzione, il che viola qualsiasi principio di libera concorrenza”.

Lo stesso trattamento, invece, non avviene sulle sponde opposte del porto di Pozzallo, dove i mezzi provenienti da Malta vengono fatti sbarcare e possono liberamente recarsi ad acquistare e caricare presso esercenti siciliani.
Il grido d’allarme viene lanciato dalle aziende di autotrasporto che, oltre alla fase emergenziale e alle condizioni poco dignitose in cui sono costretti a sostare i propri dipendenti in aree poco attrezzate e senza servizi, registrano perdite pesanti per l’aggravio di costi imposti dal governo maltese a tutela delle aziende locali.