Attualità Lingue straniere

Quali sono le regioni italiane che parlano meglio l’inglese?

I metodi per imparare l'inglese

Nell’immaginario comune mondiale, l’italiano medio non è certo portato per le lingue straniere. Al contrario, spesso viene ritratto in maniera comica, mentre cerca di comunicare con gli stranieri utilizzando un inglese maccheronico. Si tratta di una realtà sulla quale si gioca solo sul grande (e piccolo) schermo oppure in Italia effettivamente la conoscenza dell’inglese è ancora inferiore alla media?
L’English Proficiency Index è un indice della conoscenza dell’inglese utilizzato da EF che può rispondere proprio a questa domanda. Ogni anno infatti, all’interno del più ampio rapporto internazionale sulla competenza dell'inglese nel mondo, 100 paesi del mondo non madrelingua inglese vengono messi a confronto, analizzando i risultati di un campione di circa 2.300.000 persone che hanno sostenuto lo Standard English Test (EF SET). 

All’interno dello scenario mondiale, l’Italia si posiziona in 36° posizione con un punteggio EF EPI di 55.31, solo dopo i principali paesi europei come Germania (10° posto), Francia (31° posto) e Spagna (35° posto).
Osservando questi dati viene naturale porsi una domanda: perché gli italiani hanno difficoltà a parlare inglese? I fattori che influenzano le nostre capacità linguistiche sono molteplici, le opinioni contrastanti non si fanno attendere ed arrivare a identificare una sola causa diventa difficile, se non impossibile. Sicuramente vi sono diverse differenze fonetiche e grammaticali tra la nostra lingua e quella della Regina, cosa che invece non avviene tra l’inglese e il tedesco o l’olandese. Infatti, l’inglese fa parte delle lingue germaniche, un sottogruppo della famiglia delle lingue indoeuropee, alla quale fa parte anche l’italiano.
Ad ogni modo, i risultati ottenuti dal nostro paese non sono omogenei all’interno dello Stivale ma, al contrario, mostrano diverse disparità da regione a regione.

Il report di EF ci mostra un quadro dettagliato anche da questo punto di vista: l’Emilia Romagna è, nel 2019, la regione che ha ottenuto un punteggio maggiore (57.45), seguita da Friuli-Venezia-Giulia (57.34) e Lombardia (57.31). La classifica italiana si chiude con la Basilicata, che ha ottenuto un punteggio di 49.09, alle spalle di Molise (50.04) e Puglia (49.46).
Nonostante queste differenze regionali e il notevole divario che separa l’Italia dalle prime posizioni della classifica (al momento presidiate da Olanda, Svezia e Norvegia, rispettivamente al primo, secondo e terzo posto, migliorare il nostro livello di inglese è possibile.
Come integrazione al proprio percorso di studi universitari, è raccomandabile seguire un corso specificatamente pensato per farci migliorare le nostre competenze linguistiche in maniera lineare ed effettiva. Grazie alla tecnologia, seguire corsi di inglese online non è mai stato così semplice, dal momento che possiamo farlo con un click dal comfort di casa nostra, ritagliando tempo tra un impegno e un altro.

Non si tratta però di una scelta di interesse solo per coloro che stanno frequentando un percorso universitario. Anche chi è già attivo nel mondo del lavoro, agli arbori della propria carriera o con un’attività avviata alle spalle, può certamente trarre beneficio da un corso di inglese, magari optando per uno specifico per il proprio settore (es. medico, turistico, affari et.).
Le possibilità a nostra disposizione non finiscono qui. Leggere libri in lingua originale, ascoltare musica e radio straniere, guardare film in inglese (appoggiandosi all’aiuto dei sottotitoli) e visitare paesi stranieri sono tutte ottime attività ed esperienza che andranno ad integrare la nostra pratica quotidiana. Di conseguenza, potremo raggiungere in tempi relativamente brevi (che dipenderanno dalla nostra costanza) i nostri obiettivi linguistici.


© Riproduzione riservata