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Acido folico: è necessario integrarlo nella dieta?

Durante la gravidanza

L'acido folico è una vitamina idrosolubile del gruppo B che ha un ruolo fondamentale per la sintesi e il metabolismo di molecole quali il DNA e l'RNA e per la formazione dell'emoglobina. E' molto importante per le cellule che proliferano e si differenziano frequentemente, quali quelle della pelle e del sangue. Inoltre è molto importante per la differenziazione dei tessuti durante la formazione dell'embrione. Anche i folati appartengono a vitamine del gruppo B, tuttavia i due termini non sono equivalenti in quanto l'acido folico è la molecola di sintesi che troviamo negli integratori, mentre i folati si trovano naturalmente negli alimenti.

Acido folico: a cosa serve
L'acido folico si ritiene che sia essenziale per prevenire alcune malformazioni congenite, in particolare quelle che riguardano il tubo neurale. Una carenza di questa vitamina può portare a una serie di disturbi di varia serietà, ad esempio aumenta il rischio di gravi malformazioni fetali quali la spina bifida, e anche l'anencefalia, l'encefalocele e malformazioni a carico delle labbra e del palato, riduzioni degli arti e difetti congeniti cardivascolari. Negli adulti può portare anche a una anemia megaloblastica oppure a sintomi più sfumati e generici quali perdita dell'appetito, diarrea, irritabilità, e problemi di memoria.
In gravidanza una eventuale carenza di acido folico predispone a gravi malformazioni del feto e a patologie del nascituro a livello neurologico. In particolare una delle conseguenze più temute a cui può esporre la carenza di questa vitamina è rappresentata dalla spina bifida, che si verifica quando durante lo sviluppo del feto non si ha la chiusura corretta del tubo neurale.

Acido folico: l'alimentazione
Per prevenirne la carenza si raccomanda il consumo di frutta, verdura e legumi che lo contengono. Tuttavia l'alimentazione non sempre può soddisfare la quantità necessaria per l'organismo di questa vitamina, per cui soprattutto per le donne in gravidanza è necessaria una supplementazione mediante un integratore di acido folico. L'integratore in realtà bisogna cominciare ad assumerlo fin da un mese prima del concepimento e continuare a farlo fino al termine della gestazione. La riduzione del rischio relativo ai difetti del tubo neurale può arrivare fino al 70%. Anche in Italia esistono in commercio gli "alimenti fortificati" a cui viene aggiunto dell'acido folico. Tra la tipologia di prodotti "fortificati" abbiamo ad esempio biscotti, cereali, fette biscottate e succhi di frutta. Questa integrazione va effettuata sempre sotto controllo medico. In caso di dosi eccessive possono presentarsi nausea, perdita di appetito, difficoltà a prendere sonno. Alcuni antibiotici, chemioterapici, farmaci antiepilettici possono andare a modificarne gli effetti. Alcuni diuretici, farmaci anticolesterolo, e antinfiammatori non steroidei possono diminuirne i livelli, per cui anche in questi casi si potrebbe ricorrere a una supplementazione.
Il fabbisogno quotidiano di acido folico per uomini e donne adulte è pari a circa 200 mcg. Nel caso della gravidanza, il fabbisogno giornaliero arriva a 0,4 mg al giorno.

In quali alimenti si trova l'acido folico?
Vi sono molti alimenti che ne sono ricchi, in particolare lo si trova nelle verdure quali broccoli, carciofi, asparagi, cavolo, spinaci, barbabietole. Anche la frutta ne contiene buone quantità: fragole, kiwi, arance, mandorle, nocciole. Buono anche l'apporto dei legumi e del frumento integrale. L'acido folico è presente anche in alimenti di origine animale quali salmone, fegato e uova, tuttavia, come per buona parte delle vitamine, anche i folati si perdono con la cottura.


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