Economia Palermo

Sicilia, i lidi balneari restano chiusi

Restano le chiusure domenicali

Palermo - Il Presidente della Regione Siciliana Nello Musumeci ha formato l'ordinanza relativa alla Fase Due nell'Isola. Da domani, 18 maggio,  tutti, eccetto i minori sotto i sei anni, dovranno indossare la mascherine sia all'aperto che al chiuso. I lidi e gli stabilimenti balneari resteranno chiusi. Rimane l'obbligo di quarantena per chi arriva da fuori regione. Dal 25 maggio potranno riaprire palestre e piscine.

Riaperti i collegamenti marittimi per il trasporto passeggeri con la Sicilia. Pertanto i collegamenti via mare per i passeggeri da Messina per Villa San Giovanni e Reggio Calabria e viceversa saranno assicurati mediante dieci corse giornaliere A/R, nella fascia oraria dalle 6 alle 21. Chiunque faccia ingresso in Sicilia, alla luce dei dati sul monitoraggio epidemiologico di talune Regioni, ha l’obbligo di:
a) registrarsi sul sito internet www.siciliacoronavirus.it, compilando integralmente il modulo informatico previsto; rendere immediata dichiarazione attestante la presenza nell’Isola (comunicandone compiutamente l’indirizzo) al proprio Medico di Medicina Generale o al Pediatra di Libera Scelta, al Dipartimento di Prevenzione dell’Azienda Sanitaria Provinciale competente per territorio nonché al proprio Comune di residenza o domicilio; b) permanere in isolamento obbligatorio presso la propria residenza o domicilio, adottando una condotta improntata al distanziamento dai propri congiunti e/o coabitanti, curando di aerare più volte al giorno i locali dell’abitazione. I soggetti in isolamento non possono ricevere visite.

Sono autorizzate le attività di somministrazione di alimenti e bevande quali, a titolo esclusivamente esemplificativo e non esaustivo, ristoranti, trattorie, pizzerie, pub, self-service, bar, pasticcerie, gelaterie, rosticcerie e similari. Nei locali dovrà essere garantita la distanza interpersonale di un metro e il titolare, oltre all'obbligo di contingentare gli ingressi, potrà anche misurare la febbre. In ogni caso dovrà tenere per due settimane il registro dei clienti.
Le attività di catering - fermo il monitoraggio del contesto epidemiologico attuale - sono autorizzate a partire dall’8 giugno 2020, rimanendo subordinata per ciascun evento la individuazione di locali pubblici o privati adeguati a garantire il rispetto delle Linee guida e le specifiche disposizioni individuate nel decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri.

Sono autorizzati, anche al domicilio, i servizi di cura alla persona quali acconciatori, barbieri ed estetisti. Per le attività e i corretti dispositivi di protezione individuale si fa riferimento alle Linee guida approvate dalla Conferenza delle Regioni e delle Province autonome. Cioè obbligo di visiera e mascherina per l'operatore, mentre il clienti dovrà indossare una mascherina anche solo chirurgica. Distanza obbligatoria di un metro tra i clienti e obbligo di prenotazione. Sono sospese le attività dei centri benessere - compreso l’uso di saune e bagni turchi in altri luoghi pubblici o aperti al pubblico - e dei centri termali.

Sono autorizzate tutte le attività di commercio al dettaglio (comprese quelle espletate nei c.d. centri commerciali e outlet), di vendita di beni e servizi (quali ad esempio le autoscuole, le agenzie di viaggio e similari), nonché tutte le attività artigianali.
Nei negozi devono essere forniti ai clienti guanti usa e getta, obbligo per commessi e clienti di mascherina.

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Sono consentite le attività turistiche, le attività alberghiere ed extralberghiere, compresi gli alloggi in agriturismo, bed&breakfast, villaggi turistici, campeggi, case vacanza e similari, nel rispetto delle Linee guida, nonché di quanto specificamente disposto dal decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri del 17 maggio 2020. Sono autorizzate, altresì, le attività di bar e ristorazione interne alle strutture ricettive, nonché i servizi di cura alla persona secondo quanto disposto dalla presente Ordinanza. Tutti sono obbligati al «rispetto del distanziamento interpersonale di almeno un metro in tutte le aree comuni», favorendo «la differenziazione dei percorsi all’interno delle strutture, con particolare attenzione alle zone di ingresso e uscita».