Attualità Fase Due

Ricominciamo, con un caffè e una mascherina, in 23 righe

L'imboscata

Ripartiamo? Era ora. Due mesi o tre di lockdown, abbiamo perso pure il conto, sono pesanti da reggere sotto ogni profilo.
Ciascuno di noi, adesso, ha diritto di riappropriarsi di quel volume d'aria negato, oramai, da troppe eternità. E il caffè che vedete in foto ha tutto il sapore della libertà riconquistata. Paura di un ritorno graduale a tutto ciò che prima era normale? La risposta è scontata, certo che sì. Ripartire è giusto, mettiamoci in testa, però, che è solo un tentativo. Il rischio calcolato della ripartenza, da accettare, corrisponde a quello che in guerra i generali del passato chiamavano massacro sostenibile. Ed è questa l'unica cosa che sarà dura da accettare per ripartire, riposizionare in quarantena ideologica il fatto che di Covid19, purtroppo, si muore. Trentuno mila persone in meno dai primi di marzo a oggi. Ripartiamo da qui? Il tentativo va fatto, la gente non ne può più di stare in casa, molte attività economiche, inoltre, rischiano di fallire. Si riparte, nonostante il vaccino sia ancora lontano dalla sperimentazione a largo spettro e scala; si riparte perché non ci sono alternative, ma dobbiamo vivere questo nuovo cominciamento con il massimo senso di responsabilità, adattando i comportamenti alle mosse di un nemico codardo che si nasconde, che si rende invisibile all’occhio umano, pronto però a tenderti un’imboscata quando meno te l’aspetti. Ricominciamo, allora, anche perché la vita “è tutto quello che succede mentre noi parliamo d'altro”.


© Riproduzione riservata