Lettere in redazione Ragusa

Bonus edilizia al 110 per cento, dubbi e domande

Riceviamo e pubblichiamo

Ragusa - Gentilissima Redazione,
desideravo porre alla vostra attenzione un mio dubbio circa il Bonus Edilizia 110%, poiché sono personalmente interessato per via di lavori di ristrutturazione che ho intrapreso sulla mia abitazione.
Il mio dubbio riguarda la possibilità di portare in detrazione, o chiedere lo sconto in fattura alla ditta che sta effettuando i lavori, la spesa che andrò ad affrontare.
Il vostro articolo termina con "E‘ prevista la possibilità di cedere il credito o all’impresa che effettua i lavori o fornisce le apparecchiature o anche alle banche. E‘ un aspetto decisivo perché elimina il rischio di incapienza del contribuente." Ebbene, il mio dubbio riguarda proprio la "capienza fiscale" e vi propongo questo quesito: "premesso che sono un dipendente pubblico ed ho ritenute IRPEF per un importo di 6.500 € annuo, che sto facendo dei lavori di ristrutturazione che rientrano fra quelli che danno diritto al Bonus del 110%, che la spesa che devo affrontare è di 60.000 € e vorrei optare per lo sconto in fattura invece di portare in detrazione la spesa; secondo voi, posso chiedere 60.000 € di sconto in fattura?"
Secondo me no, perché quello che "comanda" è la mia capienza fiscale, cioè le mie ritenute fiscali di 6.500 €; secondo me il credito che posso cedere all'impresa è: 6.500 € x 5 anni = 32.500 € , mentre gli altri 27.500 € li devo mettere di tasca mia, quindi altro che ristrutturazioni gratis come dicono propagandisticamente i politici.

Eppure voi nel vostro articolo dite "elimina il rischio di incapienza del contribuente" e poiché non siamo riusciti a capire il meccanismo né io, né l'Ingegnere, né l'Impresa, né il Commercialista, né il Direttore di Banca, mi chiedevo con quale certezza potete affermare che la capienza fiscale del contribuente non è un problema? Forse fra le intricate maglie del Decreto Legge c'è qualche riga (che a noi è sfuggita) dove si evince con chiarezza che lo Stato interverrà con aiuti a fondo perduto per "coprire" l'incapienza fiscale del contribuente?
Peraltro al comma 1 dell'Art. 128-ter del DL Rilancio c'è scritto: "I soggetti che sostengono, negli anni 2020 e 2021, spese per gli interventi elencati …possono optare, in luogo dell'utilizzo diretto della detrazione, per un contributo di pari ammontare, sotto forma di sconto sul corrispettivo dovuto, anticipato dal fornitore che ha effettuato gli interventi e da quest'ultimo recuperato sotto forma di credito d'imposta …". La dicitura per un contributo di pari ammontare credo sia il limite che compromette quanto da voi affermato nell'articolo.
La norma inserita nel Decreto Legge che stabilisce in 5 annualità la possibilità di portare in detrazione le spese affrontate è un grande limite per le persone fisiche che hanno poca capienza fiscale come me.
Se, gentilmente, voleste proporci un nuovo articolo nel quale spiegate più dettagliatamente, magari proponendoci degli esempi pratici, il problema detrazioni o cessione del credito fareste cosa gradita a molte persone.
Nel ringraziarvi anticipatamente per la cortese attenzione, vi porgo i miei più cordiali saluti.