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Movida, titolari locali responsabili anche di ciò che accade fuori

Gli chalet non sono discoteche. Ordinanza rumori sia uniforme in tutti i comuni

Movida, titolari locali responsabili anche di ciò che accade fuori

Ragusa - I titolari dei locali pubblici devono evitare che gli spazi antistanti le loro attività diventino luoghi di assembramento. Comitato ordine pubblico e sicurezza stamani in Prefettura per disciplinare la movida, in maniera omogenea in tutti i comuni. "I divieto di assembramento purtroppo, in alcuni territori è già stato inverosimilmente disatteso", si legge nel resoconto dell'incontro, cui hanno partecipato i sindaci. 

La regola è l’utilizzo della mascherina e la pratica costante del distanziamento sociale, “porgendo lo sguardo”, con responsabilità, anche all’esterno del locale per scongiurare assembramenti e conseguenti possibili sanzioni. Il Prefetto ha poi suggerito ai Sindaci di attivare le associazioni di volontariato per sensibilizzare i giovani sui comportamenti da tenere e sull’importanza del rispetto delle misure di sicurezza per contrastare la diffusione del coronavirus.

Nei casi di reiterati comportamenti indisciplinati ha evidenziato che l’Ordinanza del Presidente della Regione, n. 21 del 17 maggio 2020, all’articolo 16, consente ai Sindaci la “chiusura temporanea di aree pubbliche o aperte al pubblico” nelle ipotesi in cui “non sia possibile garantire il rispetto della distanza di sicurezza interpersonale e delle disposizioni di prevenzione indicate“.
Pertanto, qualora in talune aree cittadine si presentassero concrete ed obiettive difficoltà ad effettuare efficaci controlli o non fosse possibile assicurare l’osservanza delle misure, saranno i Sindaci a valutare l’opportunità di interdirne la fruizione.

In tema di stabilimenti balneari, l'Assessorato Regionale al Territorio e all’Ambiente ha più volte ribadito che tali strutture non possono essere adibite ad attività di “pubblico spettacolo”, quali discoteche e sale da ballo, mentre sono consentite attività di svago e di intrattenimento musicale e danzanti, quali attività complementari annesse alla balneazione o alla diretta fruizione del mare. Circa le ordinanze sulle emissioni sonore, la Prefettura ha invitato i sindaci a uniformare gli orari dei divieti notturni per evitare la  “trasmigrazione” di giovani da un territorio comunale all’altro.


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