Attualità Roma

Regioni, forse si riapre il 10 giugno, e non il 3

Liberi tutti

Roma - Liberi tutti, forse una settimana dopo. Spostamenti liberi tra le regioni dal 3 giugno oppure rinvio per tutti al 10 giugno. Sono queste le due ipotesi che il governo sottoporrà ai governatori nella conferenza convocata per domani. Dopo le proteste e le polemiche sulla possibilità che lo slittamento di sette giorni riguardi solo Lombardia e Piemonte, si cerca una mediazione con le Regioni del Sud che minacciano di far entrare sul proprio territorio solo chi si presenterà con il test sierologico effettuato nei tre giorni precedenti. Una possibilità che il ministro Francesco Boccia ha già respinto, ma l’obiettivo rimane quello di evitare strappi. E dunque non è escluso che si confermi la libertà di trasferimento prevedendo una quarantena «breve» per chi va in alcune aree. Una regola che dovrà valere anche per gli stranieri che arriveranno in Italia. «Gli italiani hanno mostrato responsabilità, penso sia opportuno garantire libertà di movimento con la certezza che questo non farà salire i contagi», spiega la sottosegretaria alla Salute Sandra Zampa.

Il provvedimento entrato in vigore il 18 maggio scorso prevede che dal 3 giugno non ci sia più alcuna limitazione per spostarsi in tutto il Paese. I dati riguardanti la Lombardia, con un numero di nuovi contagiati sempre alto, nei giorni scorsi avevano però fatto ipotizzare una riapertura ritardata, anche tenendo conto del muro alzato al Centro-Sud (Sardegna e Sicilia in testa), che potesse riguardare anche il Piemonte. Oggi arriveranno i nuovi dati del monitoraggio settimanale effettuato dal ministero della Salute e sulla base dell’andamento della curva epidemica, soprattutto del fattore Rt — il tasso di contagiosità del coronavirus — si deciderà che cosa fare.


© Riproduzione riservata