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Le calamite da frigo sono cancerogene?

Ecco tutto quello che dovete sapere se siete dei collezionisti

Ora che è partita la fase due e finalmente ci si può spostare da Regione a Regione, possiamo dire che finalmente il Turismo può ripartire, specialmente anche in vista dell’apertura della stagione balneare fissata per il sei giugno. Quindi via libera ai viaggi e ai souvenir. Ma secondo alcuni, collezionare i souvenir di viaggio e tenerli in bella mostra in cucina potrebbe essere sconsigliabile, vediamo perché. Ma non parliamo dei souvenir in generale ma delle calamite da attaccare al frigorifero, di cui negli ultimi tempi si è parlato molto per via di una super bufala diffusa a macchia d’olio sui social network. Le calamite sono diventate nel giro degli ultimi anni il gadget più venduto, il souvenir da riportare al rientro da un viaggio a parenti, amici e conoscenti. In principio era la gondola il souvenir di viaggio maggiormente presente nelle case degli italiani, posizionato sulla televisione, rigorosamente sopra il centrino fatto a mano dalla nonna, accessorio immancabile per completare l’arredamento domestico, o collocata all’ingresso, su una mensola o su un mobiletto, e costituiva, per certi versi, un simbolo di agiatezza di una famiglia che aveva visitato Venezia o aveva comunque dei parenti che vi erano stati. Nell’immaginario collettivo degli anni Cinquanta e Sessanta viaggiare rappresentava un lusso perché a quell’epoca comportava dei costi proibitivi, le famiglie si spostavano più che altro per andare al mare, per andare a trovare i propri parenti e, probabilmente, l’unico viaggio importante, per chi riusciva a farlo, era il viaggio di nozze che toccava solitamente le località della Costiera Amalfitana, Roma, Napoli e Venezia, appunto. Dal momento che pochi avevano la possibilità di viaggiare, il souvenir rappresentava una sorta di reliquia preziosa, da conservare e da mostrare. Tra i pensierini più apprezzati figuravano, e figurano ancora oggi, le miniature dei monumenti importanti, come ad esempio il Duomo per Milano o la Mole Antonelliana per Torino, o, le bocce di vetro con la neve che mostrano un paesaggio polare anche per quelle città in cui non si raggiungono mai certe temperature, oltre, ovviamente, una serie di calamite, portachiavi, canovacci per la cucina e altri accessori con il nome della località visitata. Nel corso del tempo questi oggetti ricordo, da semplici soprammobili per arredare il salotto e omaggiare le persone care, sono diventati dei veri e propri oggetti del desiderio da collezionare. E, soprattutto con riferimento ai magneti, vi è una caccia all’ultimo esemplare e un mercatino di scambio degli appassionati di questo hobby.

Viste le ultime notizie diffuse qualche tempo fasul web, è stato automatico chiedersi: le calamite sul frigo provocano il cancro?

La bufala, che se ha fatto sorridere qualcuno, ha veramente spaventato altri. Questa bufala nasce negli Stati Uniti e utilizzava come finta fonte l’università di Princeton, che non ha condotto mai uno studio in merito. Come se non bastasse la falsa notizia che vedeva le calamite come detonatori di tumori ha cominciato a girare molto su WhatsApp, non soltanto su Facebook.

Le calamite sul frigo non provocano il cancro e la presenza di magneti sull’elettrodomestico, come dimostrato anche da ricerche apposite sulla questione, non ha alcuna interazione con gli alimenti presenti all’interno. Inoltre, i dispositivi magnetici vengono realizzati con metalli non tossici, modellati e abbelliti con colori acrilici o vernici che non provocano alcuna forma di intossicazione. In sostanza, il processo refrigerante non viene minimamente intaccato dalla presenza di decorazioni sul frigo, i collezionisti possono tirare un respiro di sollievo e continuare ad acquistarli e a collocarli nella loro cucina.

Le calamite sul frigo non sono pericolose: la spiegazione degli esperti. In realtà la questione è un’altra, come hanno spiegato gli esperti: l’uomo è costantemente esposto alle radiazioni elettromagnetiche provenienti sia dall’ambiente naturale, come il campo magnetico terrestre, l’elettricità dell’atmosfera, sia dall’ambiente artificiale in cui viviamo, popolato da cellulari, tv, radio, computer, solo per citarne alcuni. Essere a contatto con questi però non significa nulla: l’esposizione a cui si è sottoposti è troppo bassa per causare il riscaldamento dei tessuti. In tal senso non sono pochi gli studi che hanno dimostrato che l’esposizione alle onde elettromagnetiche, prodotte dai dispositivi che usiamo ogni giorno, non fanno aumentare assolutamente il rischio di sviluppare il cancro.

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Ma come difendersi dalle fake news? La notizia che le calamite sul frigo provocano il cancro, diffusa in modo virale sui maggiori siti di informazione e social network è una fake news, ossia una notizia totalmente infondata, trasmessa a milioni di persone sfruttando il potere del passaparola di internet. I social network rappresentano il canale maggiormente utilizzato per divulgare questi annunci sensazionalistici ed ottenere una catena di Sant’Antonio che copre tutto il globo. Per difendersi dalle fake news occorre sempre verificare la fonte di ciò che si legge onde non cadere nei tranelli posti da coloro che vogliono ottenere milioni di visualizzazioni e, di conseguenza, pubblicità e soldi.

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