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Sismabonus, e se aumento le dimensioni della casa?

Le regole per l'ampliamento e il cambio destinazione

Roma - Il Decreto Rilancio varato dal Governo Conte prevede il Sismabonus. Molti chiedono se i benefici del provvedimento si possano applicare nel caso in cui si ampli l'immobile. La risposta dell’Agenzia delle Entrate è questa: “Qualora l’intervento di recupero del patrimonio edilizio avvenga senza demolizione dell’edificio esistente e con ampliamento dello stesso, la detrazione compete solo per le spese riferibili alla parte esistente in quanto l’ampliamento configura, comunque, una “nuova costruzione”, salvo che non dipenda all’adeguamento della normativa antisismica”.

Le regole per l'ampliamento e il cambio destinazione

Per quanto riguarda il cambio di destinazione d’uso, è necessario che dal titolo abilitativo che autorizza i lavori si evinca chiaramente che l’immobile oggetto degli interventi diverrà abitativo e che l’opera consiste in un intervento di conservazione del patrimonio edilizio esistente e non in un intervento di nuova costruzione;
anche per gli edifici posseduti da un unico proprietario è possibile rinvenire parti comuni a due o più unità immobiliari distintamente accatastate che danno diritto all’agevolazione;
viene inoltre specificato che è possibile effettuare la cessione del credito derivante dalla detrazione ai fornitori che hanno effettuato gli interventi ovvero ad altri soggetti privati;
la cessione del credito al posto della detrazione, è possibile solo per gli interventi realizzati su parti comuni di edifici (e quindi in presenza di più unità immobiliari funzionalmente autonome e non necessariamente con più proprietari distinti).
L’Agenzia ha inoltre ricordato che la detrazione sisma+ecobonus è alternativa alla fruizione delle detrazioni distintamente previste per ciascuna categoria di intervento. Pertanto l’agevolazione spetterà solo qualora vi siano tutti i requisiti necessari per le due detrazioni che sostituisce, con particolare riferimento alle caratteristiche tecniche degli edifici ove si effettuano gli interventi (impianti di riscaldamento funzionanti).

Inoltre, laddove gli interventi in questione di sisma+ecobonus possano essere teoricamente compresi anche tra quelli agevolabili ai sensi dell'art. 16-bis del Tuir, potranno essere ammessi, a fronte delle medesime spese, ad una sola delle predette detrazioni. Nella successiva Risposta ad interpello (n. 138 dello stesso giorno), l’Agenzia ha inoltre specificato che la detrazione va applicata su un ammontare delle spese non superiore a euro 136mila euro per ciascuna delle unità immobiliari (nel caso specifico 3), costituenti inizialmente l’edificio “recuperato”.


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