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Coronavirus, tempi duri per gli hipster

L'obbligo di radersi per gli operatori sanitari

Roma - Tempi duri per gli hipster, gli uomini che amano portare la barba lunga. Ad ammonire sul tema è il virologo Fabrizio Pregliasco (Milano, 1959), dell'Università di Milano, che invita a ridurre al minimo le lunghezze: «L'igiene deve essere sistematica sia per la barba che per i baffi. Nessun divieto ma sicuramente va ricordato che questi potrebbero diventare mezzi di contagio se non lavati con frequenza. Gli operatori sanitari dovrebbero radersi in questo momento».

«Attenzione - aggiunge Pregliasco - alle microlesioni da rasatura. Devono essere subito subito disinfettate sia le irritazioni che le eventuali piccole ferite. Anche nell'arco della giormata. Coprirle bene con la mascherina, dal naso a tutta la bocca». La regola aurea è sì a barba e baffi, ma lavati e coperti da mascherina. 

«La barba può essere veicolo di batteri, facilitando l’adesione di batteri e in tal senso anche dei droplet veicoli del COVID-19. Determinante quindi l’igiene sistematica e la sua cura.  Il CDC americano – Centers for Disease Control and prevention – nel 2017 ha realizzato prima dell’insorgenza del COVID-19 uno schema che confronta 36 diversi stili di barba, baffi e pizzetti rispetto a un corretto utilizzo delle famose mascherine FFP2/FFP3 bocciandone ben 18 come la peluria foltissima ‘alla Verdì o ‘Garibaldì, lo stile hipster, i pizzi folti e lunghi oltre il mento, i baffi alla messicana e i basettoni», sottolinea il virologo.


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