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Ecobonus edilizia 110 per cento, tutte le possibili variabili

Quali modifiche possiamo attenderci

Roma - Diecimila emendamenti. L'Ecobonus edilizia 110 per cento è al centro di una attenzione politica straordinaria in vista del suo passaggio alle Camere. Stando alla stesura attuale, non ancora delibata da Camera e Senato, l'ecobonus con detrazione del 110% della spesa sostenuta si applica a tre tipologie di interventi:
1) Isolamento termico delle superfici opache verticali e orizzontali che interessano l’involucro dell’edificio con un’incidenza superiore al 25 per cento della superficie disperdente lorda dell’edificio medesimo;
2) Interventi sulle parti comuni degli edifici per la sostituzione degli impianti di climatizzazione invernale esistenti con impianti centralizzati per il riscaldamento, il raffrescamento o la fornitura di acqua calda sanitaria a condensazione, con efficienza almeno pari alla classe A;
3) Interventi sugli edifici unifamiliari per la sostituzione degli impianti di climatizzazione invernale esistenti con impianti per il riscaldamento, il raffrescamento o la fornitura di acqua calda sanitaria a pompa di calore, ivi inclusi gli impianti ibridi o geotermici.

Il decreto Rilancio (art. 121) prevede la possibilità di cedere il credito all’impresa che esegue i lavori o a terzi (banche e intermediari finanziari) . Questo permette di evitare il rischio di non poter godere appieno delle detrazioni fiscali (perché il rimborso potrebbe esser superiore all’Irpef versato rimborsabile) e di non dover anticipare i soldi per i lavori.
La norma prevede che chi ha sostenuto negli anni 2020 e 2021 spese per gli interventi che rientrano nei lavori rimborsabili dai bonus (non solo nel caso del super ecobonus, ma anche per il vecchio eco bonus, il sisma bonus, il bonus facciate e il bonus ristrutturazione) possa usufruire della detrazione fiscale, oppure scegliere tra:
a) Sconto in fattura. Il fornitore anticipa l’importo dei lavori, ma poi recupera il 110% sotto forma di credito di imposta da utilizzare direttamente o cedere ad altri operatori, comprese banche e intermediari finanziari;
b) Cessione del credito. Trasformazione del corrispondente importo in credito d’imposta, con facoltà di successiva cessione ad altri soggetti, ivi inclusi istituti di credito e altri intermediari finanziari.

Lo sconto in fattura era una possibilità già presente in passato per l’ecobonus, il sismabonus e le altre agevolazioni. Ma fin da subito si è registrata una forte resistenza da parte delle imprese a farsene carico. Tra gli emendamenti dei gruppi parlamentari al decreto Rilancio, spiccano soprattutto quelli rivolti a rendere più vantaggiosa all’impresa l’accettazione dello sconto in fattura, come quello che vorrebbe aggiungere le compagnie assicurative tra i soggetti ai quali si potrà cedere il credito.
Per aiutare le imprese che forniscono i lavori a coprire gli oneri amministrativi e bancari connessi alla cessione del credito, è stato proposto di aumentare di 10 punti la detrazione per l’efficienza energetica e gli impianti fotovoltaici, per l’installazione delle colonnine di ricarica, per gli interventi antisismici e per il restauro della facciata,
Per chi non ha un margine fiscale molto ampio, è stata proposta la possibilità di frazionare la cessione del credito e magari utilizzare negli anni successivi la quota di rimborso non utilizzata nell’anno.
Infine, un emendamento chiede di potenziare il Superbonus del 110% alle seconde case «comprese nelle categorie catastali civile, economico, popolare e rurale».