Economia Scicli

Edison cede e dismette l'attività di esplorazione di idrocarburi

La questione della piattaforma Vega, al largo di Scicli

Scicli - Edison E&P SPA dcede le sue quote a Energean capital Ltd. e i sindacati chiedono al Ministero dell'Economia un incontro alla luce della volontà di Edison S.p.A. di dismettere le attività legate alla Esplorazione e produzione di idrocarburi. La questione a Scicli riguarda la piattaforma petrolifera Vega. 

Edison S.p.A . ha provveduto nel luglio 2018 a creare una nuova Società (Edison E&P) nel quale furono conferite tutte le attività e gli asset italiani ed esteri pertinenti alle attività di E&P, per poter eseguire la vendita ad altro soggetto della totalità delle quote della nuova società.
Questo processo è culminato con la firma da parte della società prescelta, Energean, di diritto greco ma quotata alla borsa di Londra (UK) e di Tel Aviv (Israele), di un accordo di vendita (SPA). 
Tale accordo sarebbe stato soggetto ad un processo di due diligence e di autorizzazione da parte del vostro Ministero e delle autorità competenti nei Paesi in cui Edison E&P possedeva interessi.
L’ambizione del venditore e dell’acquirente era di concludere tutta la fase di due diligence ed autorizzativa entro 4-6 mesi ma, "nei mesi successivi -scrivono i sindacati, Cgil, Cils e Uil- abbiamo assistito ad una serie di eventi che hanno cambiato i presupposti dell’accordo del luglio 2019 e che hanno ritardato il closing societario:
- Energean nell’Ottobre 2019 firmava un pre-accordo di vendita degli asset di Norvegia e UK con la società britannica Neptune, che tra l’altro era una delle quattro prescelte da Edison S.p.A. dopo lo screening iniziale, per un valore complessivo di 250 MM di $ USA, dichiarando di non essere interessata a sviluppare il proprio business nel mare del nord ma di voler concentrare le proprie forze, e quindi anche i proventi di questa operazione, sul mar Mediterraneo;
- si verificavano dei problemi autorizzativi da parte delle autorità dell’Algeria per il campo a gas di Reggane, peraltro problema immediatamente evidenziato dalla stampa internazionale già pochi giorni dopo la firma del luglio 2019 (articolo di Africa Energy Intelligence, 11 luglio 2019);
- si verificavano ritardi nelle autorizzazioni da parte delle autorità del governo egiziano".
Per ovviare a questi problemi all’inizio dell’anno 2020 l’SPA veniva rivisto e gli asset dell’Algeria venivano scorporati dall’accordo del luglio precedente e venivano trattenuti nell’ambito di Edison S.p.A. e il prezzo di acquisto veniva ulteriormente scontato da parte di Edison S.p.A. nei confronti dell’acquirente (150 milioni di USD).
Durante le ultime settimane, complice probabilmente la situazione emergenziale internazionale, si è arrivati all’ulteriore evoluzione di questa lunga e tormentata trattativa:
- la società Neptune, il giorno 19 maggio 2020, ha rescisso il contratto di pre-vendita stipulato in Ottobre 2019 con Energean rinunciando all’acquisto delle attività in UK e Norvegia, pagando una penale di 5 milioni di $ USA;
- -a notizie stampa (Energypress) la società Energean nelle ultime settimane, a causa dell’emergenza economica/sanitaria internazionale, si è ritrovata “...a prendere decisioni difficili per il suo investimento nella produzione di petrolio a Prinos. Il calo senza precedenti dei prezzi del greggio a 20 $ al barile in combinazione con l’invecchiamento del giacimento e gli elevati investimenti richiesti per aumentare i volumi, rendono economicamente non conveniente il proseguimento delle operazioni. 

Tutti gli scenari sono in esame per il destino della concessione e tra questi anche l’interruzione temporanea della produzione. La società è gravata dal punto di vista finanziario poiché, a causa del tuffo del greggio, sta vendendo dei volumi al di sotto del 50% del costo di produzione. Prinos nel 2019 ha dato 3.300 barili al giorno, nel 2018 4.000 e per quest'anno le stime sono tutt'altro che incoraggianti in quanto è prevista un'ulteriore riduzione. Uno in più dei problemi che Energean è chiamata a gestire, secondo le fonti, è il costo salariale per i 270 dipendenti. Fonti della società asseriscono che anche con la riduzione degli stipendi non si va da nessuna parte....”

Energean non ha quindi esitato a richiedere l’intervento dello stato greco non appena si è prospettata una contenuta perdita di bilancio nella gestione dell’unico campo produttivo gestito, minacciando una crisi occupazionale per i circa 270 dipendenti colà collocati;
- la società Energean sul proprio sito istituzionale, il giorno 19 maggio 2020, pubblicava la seguente nota stampa: “A seguito della risoluzione recentemente annunciata dell'accordo di Energean con Neptune Energy in cui Neptune avrebbe acquisito le filiali britanniche e norvegesi di Edison E&P, Energean sta discutendo con Edison SpA per modificare ulteriormente il suo Accordo di vendita e acquisto ("SPA"), in base al quale Energean acquisirà Edison E&P. Energean prevede di stipulare un emendamento formale al SPA in cui, tra l'altro, la consociata norvegese di Edison E&P potrebbe essere esclusa dal perimetro della transazione. Energean aggiornerà il mercato se e quando tale modifica formale al SPA si concluderà con Edison, rilevando che non vi è alcuna certezza che sia possibile raggiungere un accordo su tali condizioni. Le attività algerine continueranno ad essere escluse da qualsiasi SPA formalmente modificata, come precedentemente annunciato nell'aprile 2020.
- Eni effettuava formale richiesta di rinuncia delle proprie quote di partecipazione nella gestione del campo Vega. Fatto che potrebbe determinare anticipate dismissioni e profondi problemi occupazionali;
Sono di fatto venute meno tutte le condizionalità che Edison E&P aveva posto all’inizio del processo e che riguardavano l’integrità del perimetro di business, (esclusione acclarata dell’Algeria e di quella probabile della Norvegia);
Tutto ciò premesso, oggi sempre di più, si pone l’esigenza di una profonda rivalutazione da parte del Vostro Ministero che non possa prescindere da un attento riesame delle garanzie economiche, finanziarie e occupazionali che il cessionario è in grado di fornire alla luce dei recenti avvenimenti. Confidenti che l’autorizzazione rilasciata abbia seguito uno scrupolosa analisi dei soggetti ai quali la cessione di Edison E&P è indirizzata, tale analisi deve necessariamente essere rivista visto il mutato perimetro dell’operazione, delle variazioni imponenti sul mercato delle commodities, della variazione dei flussi di cassa che il venire meno dell’operazione accessoria di rivendita di parte degli asset ha determinato, delle iniziative di protezione che il cessionario ha recentemente intentato nella gestione dell’unico campo di cui figuri ad oggi responsabile della produzione.