Attualità New York

Giorgio, dalla Sicilia a Gensler, il più grande studio di architettura Usa

L'uomo che progetta materiali, colori e trame

New York - Da quattro anni a New York insieme a moglie, figlia ed una valigia piena di sogni. Uno di questi é già in fase di realizzazione: “Sono diventato Associato presso lo studio Gensler - il più grande studio di architettura americano - nella sede di New York, racconta Giorgio Zuffanti classe 1984, e questo per me rappresenta sia un punto di arrivo che di partenza”.
Il mio é un lavoro di progettazione e relazione con il cliente e nel suo profondo rappresenta una ricerca in continua evoluzione, un’esplorazione delle infinite potenzialità dell’architetto e dell’interior retail design”.
Chiamalo architetto ma dalla spiccata poliedricità, tipica “dote” dei siciliani. Soprattutto di quelli che, varcato l’uscio di casa, hanno modo di dimostrare chi sono e cosa vogliono. Sono bastati due anni, infatti, dal suo arrivo in Gensler, per dimostrare talento, doti e professionalità: “Il mio percorso di crescita tra Italia, Cina e Stati Uniti mi ha permesso di creare una finestra sul mondo da cui affacciarmi e osservare le diverse prospettive, metterle a confronto ed elaborarle; sono un osservatore attento e curioso e, allo stesso tempo, ho costruito una fitta rete di contatti”.
Dopo tanti sacrifici (e quelli sono propri di un emigrato italiano) e progetti in giro per il mondo, l’architetto Giorgio Zuffanti é entrato a far parte dei oltre 600 uomini e donne di Gensler (solo nell’ufficio di New York), lo studio per antonomasia, quello in cui tutti vorrebbero lavorare: “Dimostrare di valere ogni giorno, dedicarsi a ciò che si fa e dare sfogo alla creatività mettendola al servizio dei clienti (esigenti e preparati) non è un gioco ma ogni qual volta raggiungo il mio score (obiettivo) ho la conferma che di aver fatto la giusta scelta per me e per la mia famiglia”.

Vivere e lavorare a New York, infatti, è un’esperienza molto forte che richiede di stare in equilibrio con se stessi e con gli altri. “Ho trovato la mia posizione zen - scherza Giorgio - nella frenesia di una città che non dorme mai”. D’altronde, progettare nel mondo del retail significa creare o restituire un’identità ad aziende e brands che necessitano di comunicare valori ed esperienza. “Architettura e comunicazione - continua - sono due discipline strettamente connesse e vocate all’interazione ed il mio compito è metterle a braccetto”.
Cosa ami della Big Apple?
“La cosa migliore di vivere qui è la capacità di ricevere costantemente stimoli e input, fondamentale per un designer come me. Ma sono davvero moltissime le sue peculiarità e farne una sintesi sarebbe riduttivo!”

Qual e' stata finora l'esperienza piu' bella?
It’s a good question, direbbero gli americani - esclama. Direi che in ogni progetto ci sono aspetti che amo profondamente. Tra i miei preferiti, gli interni per un'importante azienda di private equity ed una azienda leader nel mondo dei media. Sono stati progetti sfidanti ai tuoi quali mi sono approcciato in modo più audace e avventuroso, incorporando una grande varietà di materiali, colori e trame. Spero sempre che l'esperienza piu' bella, come il progetto piu' bello debbano ancora arrivare!"

Qual è la mission del tuo lavoro?
"Ogni progetto è un laboratorio di idee in cui si testano finiture, materiali e design degli spazi. Ogni azioni che si compie mira a permettere la realizzazione dei desiderata del cliente. Il mondo del retail é in evoluzione, perciò risulta importante ridefinire gli spazi e l'esperienza del cliente, cercando di portare energia e superare qualunque idea di confine".


© Riproduzione riservata