Cultura Roma

Morricone e mia sorella Cettina

"Sono anziano e posso anche morire, ma mi serve vivere ancora un po per completare una colonna sonora"

Morricone e mia sorella Cettina

Roma - Nell’estate del 2014 il maestro taormina-video/110236">Ennio Morricone ebbe un malore mentre villeggiava nella sua casa di Torvaianica.
Fu trasportato in ospedale e qui incrociò una dottoressa, nel reparto di medicina, una donna siciliana, cui si rivolse così: “Senta, lei non mi conosce, e non sa cosa faccio nella vita -esordì Morricone dando per scontato di essere il Signor Nessuno-. Sa, dottoressa, la prego di farmi guarire e di farmi stare bene. Non per una questione di egoismo mio, sono anziano e posso anche morire, ma perché sa, io sono un compositore, scrivo musiche per film, e una casa cinematografica mi ha commissionato, e mi ha già pagato, un’opera che devo consegnare.
Veda dottoressa, se io muoio, l’opera resta incompleta, ma il problema è che i miei committenti l’hanno già pagata. E io non posso lasciare le musiche a metà”.
Morricone si rimise in salute e fu dimesso. A Cettina lasciò lo spartito di The Mission con una dedica a suo figlio Giuseppe: “A Giuseppe (e alla sua mamma) con tanti auguri. Ennio Morricone”. Il Signor Nessuno riuscì a comporre la colonna sonora. 


© Riproduzione riservata