Cultura Modica

Carlo Papa figlio di Clementina (I)Emmolo

Di Francesco Barone di San Pancrazio di Scicli

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Modica - I ricordi legati alla bisnonna ed alla cioccolata già raccontati a Modica da Clementina Papa, sono stati richiesti anche in occasione della presentazione degli approfondimenti di Francesco Pellegrino sulla Cioccolata della Sergenzia a Scicli.
Riporto testualmente: “Ripeto che il mio primo ricordo della cioccolata risale all’età di 7-8 anni ed è legato alle visite alla bisnonna novantenne Clementina, di cui porto il nome, che si concludevano con il regalo della cioccolata ai nipoti. Siamo negli anni ’60 , ’70. Noi aspettavano che la nonna si alzasse dalla sua poltrona per prendere alla base di un armadio di vestiti neri un contenitore di plastica dove spiccavano gli incarti di Bonaiuto rosa chiaro (cioccolata alla vaniglia) o rosso scuro (alla cannella) insieme alle altre forme piccole (a due riquadri o ricamate come la marmellata di cotogne) fatte da “Vannuzza”, donna mai dimenticata, minuta e dalla carnagione olivastra, sempre avvolta in uno scialle scuro, che andava dalla bisnonna per fare la cioccolata. A questi formati, ad un certo punto si aggiunse quella industriale, e ricordo in particolare quello “con il riso soffiato” (che al tempo forse si chiamava ciocorì) che incontrò il favore incondizionato di noi bambini.
Altro ricordo legato alla bisnonna novantenne che si recava tutti i giorni nella vicina Chiesa di San Giuseppe dei Gesuiti per la Messa quotidiana. La Confessione di questa bisnonna attraverso gli austeri confessionali del tempo si concludeva sempre con il prelievo dalla sua tasca di due forme di cioccolata che “ di nascosto” regalava a Padre Anastasi. (Il ricordo di questa scena è vivissimo, perché i nipoti ci ridevamo su).
La consuetudine a casa mia del “rito” di “fare la cioccolata”, rigorosamente in inverno, è stata poi una costante ereditata fino alla mia generazione ed ora anche dalle nipoti: ricordo nel tempo l’attenzione alla fiamma bassa, il vantaggio dell’introduzione dell’uso delle pentole in acciaio a doppio fondo, e la pasta amara che inizialmente si comprava in formato grezzo, a blocco e che richiedeva una laboriosa riduzione in pezzi più piccoli (attraverso il taglio di coltello spinto da un colpo) per poterla sciogliere più agevolmente; pasta amara successivamente in commercio in formati sempre più piccoli e maneggevoli”.


Poi ha sinteticamente ribadito le coordinate fondamentali nelle quali si inserisce la storia del cioccolato a Modica rappresentate dai Grimaldi e dai Gesuiti (vedi RagusaNews, “I Grimaldi ed i Gesuiti, la storia del cioccolato di Modica nelle pieghe della Grande Storia della città”) , ed infine ha voluto ricordare una illustre figlia di Scicli finora dimenticata, che a partire da questa occasione si possa riscoprire. Riprendo il testo: “ Ma stasera siamo a Scicli e devo pur dire qualcosa su Scicli …. Ho ricordato all’inizio la bisnonna che si chiamava Clementina …. Nella Famiglia Papa il nome Clementina deriva dalla figlia unica di Francesco (I)Emmolo di Scicli, barone di San Pancrazio che a 13 anni, nel 1823, sposa nella Chiesa di San Pietro a Modica il brillante Raffaele Papa ed insieme hanno 16 figli!! (Tutti registrati nell’Archivio Parrocchiale di San Pietro). Questa donna fu la madre del famoso “Carlo Papa” della statua davanti al Palazzo degli Studi, che fu più volte deputato, che contribuì allo straordinario sviluppo della Pubblica Istruzione a Modica e che misteriosamente attratto dal Genius Loci della Prima Casa Grimaldi che si manifestava nell’amore per la poesia, le lettere, gli studi e – come abbiamo visto – nella passione per la cioccolata, ne fece la sua residenza. (Carlo Papa che andò ad abitare la 1^ Casa Grimaldi era figlio di una sciclitana!).


Clementina Emmolo è ricordata come donna “dalla volontà ferrea”, ( pare che influì nella monacazione di cinque figlie femmine) che, al tempo, ebbe l’intraprendenza di chiedere a Re Ferdinando di poter trasmettere il titolo di Barone del padre che come donna non poteva ereditare, direttamente al suo maschio primogenito, Carlo appunto. (Chiese qualcosa che andava oltre le regole, e lo ottenne). Clementina Emmolo sposa Raffaele Papa, che è nipote diretto di Santoro docente di Medicina Pratica all’Università di Catania che viene a Modica per esercitare la funzione di Protomedico della Contea e presta la sua opera anche a Casa Grimaldi, come da diversi documenti del citato Archivio; e sempre Clementina diventa cognata di Carlo Papa Senior, alto magistrato di Corte a Palermo che provvedeva anche lui ad inviare cioccolata a Modica! Non sono aneddoti familiari, tutto pubblicato dallo storico Enzo Sipione.
Stasera mi resta ora solo l’interrogativo, e sono certa che Francesco Pellegrino domani lo risolverà, se Clementina Emmolo ebbe modo di conoscere il cioccolato a Scicli, prima di venire a Modica sposa tredicenne!”

Nella foto, mezzobusto e lapide nella Società di Mutuo Soccorso Carlo Papa di Modica Alta. Le altre due foto allegate sono quelle della Casa del “Quartiere Salvatore” dove abitò Clementina Iemmolo. 


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