Cultura Comiso

Una telefonata con Franca Valeri

Una chiamata di cinque anni fa

Comiso - Alla fine di luglio del 2015 qualcuno ci procurò il numero di cellulare di Franca Valeri, e qualcuno doveva invitarla al Donnafugata Film Festival e programmare la sua venuta a Ragusa per il giorno di ferragosto. Toccò a me telefonarle, mi rispose con garbo, parlammo per un quarto d’ora circa, a novantacinque anni già fatti, con la sua voce senile inconfondibile, guizzò di gioia, le piacque subito quel bizzarro invito fatto esclusivamente per via del suo segno astrale in Leone. Infine accettò di venire a festeggiare il suo Vittorio Caprioli e se stessa al Castello di Donnafugata. Ci sentimmo diverse volte, per accordarci su i suoi difficili spostamenti, l’avrebbe accompagnata una persona a lei vicina, forse la figlia adottiva?
Ricordo che parlavamo poco di dettagli, addirittura sul viaggio da intraprendere non sentì mai, in lei un filo d’ansia.
Non ci credevo di stare a parlare proprio a una “Dea” della scena, con semplicità, messo a mio agio, dal suo affabile incespicare quasi cantando. Poi al Castello non giunse mai, feci una figuraccia dicendole che i fondi promessi al Festival erano stati disattesi... Mi consolò dicendomi che avrebbe letto un buon libro a ferragosto, sotto il segno del solleone, guardando poi sul tardi, un giornaliero tramonto scendere all’orizzonte sul lago fermo, dalle quiete acque vulcaniche, di Bracciano.
Buon compleanno signora Franca per il suo ultimo luglio trascorso su questo pianeta.
La sua morte l’ha voluta apprendere sotto lo stesso cielo stellato, in viaggio verso un oroscopo solare ciclico identico alla nascita. Ecco, - signora Valeri, le posso chiedere una cortesia? Un guizzo dei suoi... Mi viene la pelle d’oca solo a pensarlo possibile!
Volevo invitarla a sostare un pochino, prima di andare definitivamente via, sotto le raggiante e fresche ombre secolari dei ficus, dei sicomori nel bel parco di Donnafugata.
Se vuole, ora, se ha tempo, si faccia un giretto questo ferragosto dalle parti nostre. In volo, s’intende, di passaggio, a conferma di quanto lei andava dicendo di “essere nata nel tremila”. Le auguro un buon viaggio, l’attendo cara, anche solo con la fantasia, per salutarla, per sentirla, ancora una volta e, dirle arrivederci. Arrivederci nel tremila... Signorina snob, Signora Valeri.


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