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Ragusa, le discoteche potranno ospitare solo il 40 per cento del pubblico

Limiti agli accessi

Ragusa - In vista dell’imminente ricorrenza del ferragosto, prosegue in Prefettura l’attività di sensibilizzazione di tutti gli attori istituzionali al fine di pianificare mirate attività di controllo e vigilanza soprattutto delle zone maggiormente interessate dalla “movida”, anche alla luce dell’andamento epidemiologico del virus Covid 19 riconducibile ai maggiori spostamenti di persone dovuti alle vacanze estive.

Relativamente alle sale da ballo, discoteche e locali assimilati e di intrattenimento danzante, ha altresì sottolineato come l’art. 2 dell’Ordinanza del Presidente della Regione Siciliana, n. 31 del 9 agosto 2020 preveda che ciascun esercizio non può tendenzialmente ospitare oltre il 40% dell’afflusso di pubblico normalmente autorizzato. La stessa norma sancisce anche il divieto di tutte le attività esercitate al chiuso nei suddetti locali l’obbligo per gli utenti di indossare la mascherina negli ambienti al chiuso e all’esterno nonché il potere dei Sindaci di inibire, con propria ordinanza, l’esercizio di ciascuna attività in caso di mancato rispetto delle prescrizioni in vigore e fino all’adeguamento delle stesse.

Con specifico riferimento, poi, alla prossima festività di ferragosto, è stata richiamata l’attenzione sulle misure straordinarie previste dall’Ordinanza del Presidente della Regione che impongono l’obbligo di comunicazione preventiva al Comune e alla Prefettura della promozione di eventi aperti al pubblico entro le 48 ore precedenti, ribadendo l’assoluto divieto di assembramento, il limite massimo del 40% della capienza, gli obblighi di utilizzare gli spazi all’aperto e di indossare la mascherina, il potere dei Sindaci di vietare, con propria ordinanza, lo svolgimento di manifestazioni pubbliche e/o eventi aggregativi al fine di evitare forme di assembramento in aree demaniali (anche le spiagge). Riguardo a quest’ultimo profilo, il Prefetto ha sottolineato, ancora una volta, l’esigenza di assicurare l’uniformità dei provvedimenti tra i Comuni limitrofi.


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