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Claudio Strinati: Ecco chi era Philippe Daverio

Storia di una amicizia

Philippe Daverio era un mio amico. Un amico con una curiosità formidabile, nella pelle. Quella che anima le persone come noi, quelli che vivono d’arte e per l’arte, cari amici. E’ questo il vero motivo per cui le sue giustamente celebrate trasmissioni televisive, in specie Passepartout, che riempie tutto il primo decennio di questo secolo, sono state un vero e proprio motore di cultura e di innumerevoli stimoli intellettuali che dal campo artistico hanno spaziato nei campi dl sapere e dell’agire più differenti. La conduzione di Daverio, resa efficacissima dalla sua stessa amabile figura e dal suo abbigliamento da disinvolto e disincantato dandy del nostro tempo, era animata dalla tendenza a inseguire l’oggetto delle storie narrate. Ma inseguirlo sul serio, cari amici. Il suo cammino era una scoperta e soprattutto una verifica continua. E i suoi occhi erano quelli di chi è in grado di accorgersi immancabilmente del punto cruciale delle cose. Daverio raccontava l’arte, come noi, e la sua vita è stata un racconto ininterrotto, un accumulo di esperienze incessanti. Sapeva vedere le connessioni di cose apparentemente lontane e comprenderne le ragioni.

Con questo spirito è stato amministratore pubblico, gallerista privato, docente universitario, manager culturale, direttore di popolarissime pubblicazioni d’arte come la splendida rivista Arte Dossier che ha curato negli ultimi anni della sua vita con risultati memorabili. Negli ultimi dieci anni della sua vita la sequenza dei suoi libri è stata impressionante e per tutto il secondo decennio di questo secolo Daverio ha sfornato una nutrita serie di volumi, densi ed eruditi, accurati e innovativi. Ci lascia autentici capolavori della storiografia artistica degli anni 2000 tra cui il bellissimo volume Le stanze dell’ armonia. Nei musei dove l’ Europa era già fatta (Rizzoli 2016) che dovrebbe essere letto, quale modello metodologico e formativo, da ogni amante dell’arte. Lascia un patrimonio di simpatia, cordialità, dottrina, che ha pochi esempi simili nel nostro mondo attuale. Siamo stati molto amici, reciprocamente rispettosi e stimati. Della sua lunga e dolorosa malattia sapevo appena qualcosa, tale era la discrezione, la dignità e il garbo dell’uomo. Era riservato, Philippe, ma sempre manifestava buon umore e gioia di vivere. Che gli sia resa la gloria che merita. Ciao Philippe, buon viaggio amico mio.


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