Lettere in redazione Ragusa

La mia auto portata via dal carroattrezzi a Ragusa Ibla

Riceviamo e pubblichiamo

ìRagusa - Ho trascorso una breve vacanza nella splendida provincia di Ragusa. Il bilancio non può che essere positivo per una esperienza vissuta in una terra ricca di storia, cultura, natura e soprattutto tanta gente che sa trattare il turista col cuore.
Eppure, con amarezza, da siciliano, ho deciso che difficilmente rimetterò piede a Ragusa. E i motivi sono legati al “trattamento ricevuto” per avere parcheggiato l’auto, a Ragusa Ibla, in una piuttosto dubbia e discutibile “zona rimozione.
Arrivo a Ragusa Ibla attorno alle 21,00 di giovedi 30 agosto. Dopo un inutile girovagare alla ricerca di un parcheggio (quello indicato all’ingresso della vecchia città è piccolo, stracolmo di auto e al terzo giro ci rinunzio) incrocio la via Giuseppe Scribano, una piccola arteria senza uscita. All’ingresso il cartello di divieto con la scritta “Area di sosta riservata ai residenti – Zona rimozione forzata”.
Oltre le linee gialle riservate ai residenti la strada finisce con una piazzola senza alcun sbocco, senza garages, varchi o altri accessi e senza alcune segnaletica orizzontale.
Decido quindi di parcheggiare sul fondo di detta strada, cosciente comunque di essere, nella peggiore delle ipotesi, in divieto di sosta.
Finito di cenare, alle 23,20, inizia quello che ho definito una vero e proprio assalto alla dirigenza, quest’ultima ovviamente rappresentata dai turisti che arrivano a Ragusa.

In via Scribano la mia auto non c’è più. Mi rendo conto che è stata rimossa e cerco sul sito del Comune di Ragusa il numero del Comando di P.M. Dopo alcuni tentativi mi viene dato il numero di cellulare di un Vigile che a sua volta mi da il numero privato dell’operaio che guida il carro attrezzi e la telefonata finisce con una esortazione: “Si sbrighi perché ad una certa ora si chiude!”.
Resto perplesso ma mi affretto a chiamare l’autista del carro attrezzi. Anche quest’ultimo si prende la briga di fornirmi il numero di cellulare di un altro ”compaesano” il taxista che mi dovrebbe portare al deposito dove si trova la mia auto.
Ovviamente, ormai stretto in un vicolo chiuso chiamo il taxista (già informato della mia chiamata) che dopo dieci minuti arriva. Percorriamo 5,3 km., mi chiede 25 euro e mi lascia davanti l’ingresso di un parcheggio in una strada periferica e semibuia della città nuova.
Inizia l’attesa, siamo in quattro (io, mia moglie ed i miei figli) e ad un certo punto mi richiama l’autista del carro attrezzi che mi informa che dovrò attendere perché è stato chiamato per un'altra rimozione. Quando inizio a protestare (il regolamento sulle rimozioni auto di Ragusa, pubblicato sul sito del Comune parla di servizio 24 ore su 24, festivi e feriali e con un numero di dipendenti adeguato) mi blocca dicendomi testualmente : “E’ inutile che fa polemiche, è così!”.

Quando finalmente arriva sono quasi l’una di notte, è trascorsa un ora e mezza dalla mia prima chiamata e mia figlia è distesa su un muretto perché sta pure male. Dò una rapida controllata all’auto per capire se è stata danneggiata. Solo l’indomani alla luce del sole mi accorgerò che il paraurti posteriore (l’auto è stata agganciata da dietro) è piegato e il copriruota interno è danneggiato).
Chiedo la tariffa e l’impiegato, dopo avere sbrigato alcune faccende familiari con un figlio che ha al seguito ed ha la tosse, mi dice 150 euro poi scesi a 142. Gli mostro il regolamento pubblicato sul sito del Comune di Ragusa che indica una cifra ben più bassa e mi risponde che è sbagliata facendomi vedere, sul suo cellulare due caselle di una presunta tabella excel in cui è scritta la cifra di 142 euro.
A quel punto gli chiedo di riportare sulla ricevuta che mi consegnerà tutte le voci del regolamento che porterebbero alla somma di 142 euro ma non serve a niente dato che si limita a scrivere solo “rimozione auto” con l’ora dell’intervento.
Arrabbiato e stanco vado via cosciente di essere stato accerchiato da un sistema organizzato per spellare il pollo di turno. Ma il rispetto delle norme (io ammetto di avere parcheggiato in un divieto ma di certo non in una zona rimozione, almeno leggendo gli artt.157, 158 e 159 del codice della strada) la trasparenza delle pubbliche amministrazioni, il rispetto delle clausole contrattuali e, soprattutto il rispetto dei turisti ed, soprattutto, delle persone, che fine hanno fatto nella terra di Montalbano???


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