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Ecobonus edilizia 110 per cento, la cessione del credito alla banca

Le banche vogliono un atto notorio con cui si dichiara che le spese sono a carico di chi chiede la cessione

Roma - L’iter burocratico da affrontare per ottenere l'ecobonus edilizia 110% è già particolarmente complicato se si sceglie di tenere per sé il beneficio fiscale. Ma se si cede il credito alla banca servono ben 36 documenti, che diventano 38 se non si è proprietari (nel caso di rogito non completato, per esempio).
Il legislatore ha voluto rigorosi controlli su un’agevolazione così generosa che si presta ad abusi e a truffe. Va però anche aggiunto che la gran parte delle pratiche vengono svolte dalle imprese e dai professionisti incaricati di progettare e seguire i lavori e, quando si tratta di opere condominiali, anche l’amministratore fa la sua parte.

Se si cede il bonus a un istituto bancario le cose si complicano per due ragioni: la prima è che la banca vuole avere l’assoluta certezza che chi le cede il credito abbia diritto di farlo; la seconda deriva dalla necessità di chiedere informazioni che al Fisco non servono in quanto già in suo possesso.

Per cui è previsto che alla mole di documenti prescritti dalla normativa, e che ovviamente vanno tutti presentati alla banca, se ne aggiungano molti altri. Ad esempio viene richiesta una visura catastale attestante il titolo di proprietà dell’immobile, inutile per il Fisco dato che si ottiene dalla banca dati delle Entrate.
Inoltre le banche vogliono un atto notorio con cui si dichiara che le spese sono a carico di chi chiede la cessione.
Oltre alla documentazione preliminare sulla regolarità urbanistica dei lavori, serve una relazione preventiva da cui si ricavi che a fine lavori si otterrà il miglioramento di almeno due classi energetiche; e anche un preventivo particolareggiato dei costi con la clausola che se il conto finale risulterà superiore (in genere del 20%) la banca non è più obbligata ad accettare la cessione.

Occorre un atto notorio con cui si autocertifica che non si tratta di un immobile detenuto nell’ambito di un’attività di impresa o professionale.
Se a sostenere le spese è un soggetto diverso dal proprietario dell’immobile, le cose si complicano molto, perché per dimostrare il diritto a chiedere la cessione serve un altro supplemento di carta, a partire dal benestare scritto del proprietario, inoltre nel caso dell’inquilino e del comodatario bisogna produrre copia del contratto di locazione o comodato; se si tratta di convivente (familiare o di fatto) serve la certificazione anagrafica;se si tratta dell’ex coniuge bisogna accludere copia della sentenza di separazione che assegna la casa; nel caso del promissario acquirente serve la copia del preliminare di compravendita registrato. Ulteriori documenti sono richiesti se si chiede la cessione ad avanzamento lavori, e tra questi anche le fotografie degli interventi effettuati.


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