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Sicilia, 1.836 concessioni demaniali prorogate al 2033, mare privatizzato

I Cinquestelle protestano

Palermo - Sono 1.863 le concessioni demaniali marittime ad oggi prorogate al 2033 e per la prima volta in Sicilia le procedure di richiesta di estensione delle stesse sono state gestite in maniera totalmente informatizzata attraverso il portale del Demanio marittimo della Regione Siciliana (https://demaniomarittimo.regione.sicilia.it/portale/)», dice l'assessore al Territorio e Ambiente Toto Cordaro.

Il portale del Demanio marittimo è stato realizzato in house grazie a risorse interne e senza alcun ulteriore aggravio economico per le casse regionali, e permette la consultazione dei dati relativi alle quasi 2.000 istanze presentate dai concessionari, la geolocalizzazione delle singole concessioni, oltreché l’estrapolazione di grafici e report.

«Le concessioni vigenti e regolari, a seguito delle verifiche eseguite dagli uffici, saranno visionabili dagli utenti attraverso la mappa interattiva disponibile sul sito del portale, così da avere finalmente un’anagrafe di tutte le pratiche facile ed immediata_ prosegue - Dunque, un altro significativo passo in avanti nel percorso di digitalizzazione della Pubblica Amministrazione regionale volto alla semplificazione e sburocratizzazione dei procedimenti amministrativi, che pone la Sicilia al passo con i migliori standard europei».

Ma il provvedimento del governo regionale siciliano non va giù al M5s. «L'assessore Cordaro - dicono i deputati regionali del Movimento - ha cancellato 15 anni di legislazione regionale che tentava di mettere ordine sul demanio marittimo. A differenza di quanto previsto dalla norma nazionale, che è subordinata all’emanazione di un Dpcm di riordino del settore, in Sicilia, con un decreto che chiede semplicemente di essere in regola con il pagamento dei canoni, si sono prorogate "d’ufficio" 1863 concessioni fino al 2033. Si tratta di una scelta scellerata che non affronta in alcun modo la deregulation generalizzata in tutta l’isola».

«L'assessore Cordaro - spiegano i portavoce M5S all’Ars - con un semplice tratto di penna, ha consentito la privatizzazione del nostro mare. Nel suo decreto infatti non v'è nessun riferimento ai Piani di Utilizzo del Demanio Marittimo o alle linee guida dello stesso assessorato, ma si è semplicemente cristallizzata, senza nessun distinguo, una situazione che in molte aree della Sicilia è assolutamente inaccettabile».


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