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Sfiducia, Luca Orlando salvo per un voto

"Se muoio stanotte, muoio soddisfatto. Ma non tiro i remi in barca”

Palermo - "Se muoio stanotte, muoio soddisfatto. Ma non tiro i remi in barca”. Leoluca Orlando resta sindaco di Palermo: è stata bocciata la mozione di sfiducia, presentata nei giorni scorsi dai consiglieri dell’opposizione e discussa oggi a Sala delle Lapidi. Presenti 39 consiglieri, favorevoli 19 (il numero dei firmatari della mozione), contrari 20. Nessun astenuto. La maggioranza ha votato compatta per il no, assente solo un consigliere. La mozione era stata firmata da Lega, FI, Fdi, +Europa, Oso e da esponenti del gruppo misto. «C'è tanto da fare e nessuno meglio di me conosce i problemi di questa città - ha detto il sindaco nel suo intervento - Sono tutto tranne che stanco. Dobbiamo fare di tutto perché la visione di questa amministrazione possa essere espressa anche con un sindaco diverso da me. Non tiro i remi in barca, anche perché un minuto prima staccherei io la spina. Nessuno può immaginare che si vada avanti comunque e a qualunque prezzo».

«Quello di oggi è stato un processo alla giunta Orlando e alle sue politiche, la mozione di sfiducia è un atto di accusa», dicono Igor Gelarda e Alessandro Anello della Lega, tra i promotori della mozione bocciata oggi dal consiglio comunale con 20 contrari e 19 favorevoli. «L'attaccamento alla poltrona o forse una scarsa attenzione verso la città non hanno permesso alla maggioranza di esprimersi a favore di Palermo. Chi ha fatto da stampella a Orlando non pensi di poterci venire a cercare fra un anno e mezzo per avere un posto al sole. La maggioranza ha condannato Palermo ad altri due anni di buio, traffico, sporcizia, salme accatastate, emergenza abitativa e a questa 'psicociclabilità' ingestibile», continua Gelarda.

«I problemi che in questi anni non sono stati risolti vanno affrontati senza perdere tempo», ha detto il capogruppo Pd in consiglio comunale Rosario Arcoleo. «Rifiuti, cimiteri, trasporto pubblico e periferie restano temi vivi - ha aggiunto -. Ma non possiamo rimanere in mezzo al guado, va dato un segno di svolta immediato. Le scelte vanno condivise senza atti di supponenza e di presunzione come per la vicenda delle piste ciclabili che sono mera fantasia urbanistica». «Avevamo offerto l’opportunità di cambiare pagina e le motivazioni sono sotto gli occhi di tutti, il tempo della pazienza per noi è scaduto da tempo, così i cittadini restano e resteranno senza servizi», ha detto il capogruppo di Fratelli d’Italia Francesco Scarpinato». «Da domani inizia la sfida di sindaco, amministrazione e maggioranza, non abbiamo fatto il gioco dei leghisti», ha sostenuto il capogruppo di Italia Viva Dario Chinnici. «Dobbiamo cambiare rotta - ha aggiunto - Non ascoltiamo da tempo la città, ultimamente c'è troppa arroganza: sindaco corregga subito il tiro, serve il dialogo. Ci sono tantissime cose da cambiare radicalmente», ha concluso.


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