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Levante canta Guccini: Culodritto

"Note di viaggio"

Le parole di un padre a una figlia. Claudia Lagona (Caltagirone, 1987), in arte Levante, si misura col sapore dell'uva rubata a un filare. E canta Culodritto, di Francesco Guccini, canzone che il cantautore, modenese volgare, ha dedicato alla sua unica figlia, Teresa. Il brano canta di questa bambina con gli "occhi spalancati come carte assorbenti", "figlia di Longobardi, celti, romani, dell'antica pianura, di montanari", che chiede al padre come è fatto il mondo. A volere un album di cover che omaggiassero Francesco Guccini è stato Mauro Pagani. "Note di viaggio" è il tributo discografico dei protagonisti della musica italiana a Francesco Guccini, e si completa ora con il secondo volume, dopo quello uscito l'anno scorso.


 

Il 9 ottobre sarà pubblicato "Note di viaggio - Capitolo 2: non vi succederà niente", ideale sequel di "Venite avanti", che aveva visto canzoni del cantautore come "Auschwitz", "Incontro", "Scirocco", "Vorrei", "Canzone delle osterie di fuori porta" e "L'avvelenata" essere reinterpretate da artisti come Elisa, Ligabue, Carmen Consoli, Samuele Bersani, Luca Carboni e Manuel Agnelli, sotto lo sguardo attento dello stesso Mauro Pagani. La nuova raccolta vedrà la partecipazione di Vinicio Capossela, Emma, Fabio Ilacqua, Levante, Petra Magoni, Mahmood, Fiorella Mannoia, Ermal Meta, Gianna Nannini, Jack Savoretti, Roberto Vecchioni e Zucchero.

Culodritto racconta del sentimento di amore di Francesco per la figlia Teresa. Qui il testo.
Ma come vorrei avere i tuoi occhi, spalancati sul mondo come carte assorbenti
E le tue risate pulite e piene, quasi senza rimorsi o pentimenti,
Ma come vorrei avere da guardare ancora tutto come i libri da sfogliare
E avere ancora tutto, o quasi tutto, da provare...
Culodritto, che vai via sicura, trasformando dal vivo cromosomi corsari
Di longobardi, di celti e romani dell' antica pianura, di montanari,
Reginetta dei telecomandi, di gnosi assolute che asserisci e domandi,
Di sospetto e di fede nel mondo curioso dei grandi,
Anche se non avrai le mie risse terrose di campi, cortile e di strade
E non saprai che sapore ha il sapore dell' uva rubato a un filare,
Presto ti accorgerai com'è facile farsi un' inutile software di scienza
E vedrai che confuso problema è adoprare la propria esperienza...
Culodritto, cosa vuoi che ti dica? Solo che costa sempre fatica
E che il vivere è sempre quello, ma è storia antica, Culodritto...
Dammi ancora la mano, anche se quello stringerla è solo un pretesto
Per sentire quella tua fiducia totale che nessuno mi ha dato o mi ha mai chiesto;
Vola, vola tu, dov' io vorrei volare verso un mondo dove è ancora tutto da fare
E dove è ancora tutto, o quasi tutto...
Vola, vola tu, dov' io vorrei volare verso un mondo dove è ancora tutto da fare
E dove è ancora tutto, o quasi tutto, da sbagliare... 


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