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Mangiare in piedi è vero che aiuta a dimagrire?

Il sapore degli alimenti

Anche in tema di alimentazione si assiste sempre più all'emergere di nuove abitudini. Spesso in luogo del pranzo, si consuma qualcosa al volo, magari in piedi in un bar con uno sguardo sempre rivolto all'orologio. Soprattutto gli studenti e i lavoratori avendo poco tempo risolvono il pranzo in pause frettolose. Mangiare in piedi cosa comporta per l'organismo? Può essere utile per dimagrire e quindi perdere qualche chilo di troppo?

Mangiare in piedi: vantaggi e svantaggi
La credenza secondo cui mangiare in piedi potrebbe aiutare a dimagrire si basa sulla considerazione che non sedersi a tavola farebbe spendere più calorie rispetto al consumare il pasto in maniera tradizionale. In effetti questo è vero ma c'è anche il rovescio della medaglia: se consumiamo più calorie durante il pasto dopo poco avremo di nuovo fame e quindi ciò che abbiamo perso lo recuperiamo perché siamo spinti a mangiare di più. Insomma il tentativo di perdere qualche chilo di troppo mangiando all'in piedi potrebbe quindi ritorcersi contro facendoci invece aumentare di peso. Mangiare in piedi favorisce la digestione che quindi avviene in tempi più rapidi. Soprattutto si può dire che mangiando in piedi fa bene se si rispetta uno dei principi basilari in tema di alimentazione, ovvero mangiare lentamente i cibi per assaporare a pieno il gusto. La masticazione dei cibi infatti è fondamentale per una corretta digestione. E' importante anche evitare di mangiare lo junk food ovvero il cibo spazzatura quindi da evitare i cibi grassi e ipercalorici. Della bresaola con dei craker oppure della frutta di stagione e uno yogurt da bere potrebbero fare al nostro caso.
Proseguendo nell'enumerare i vantaggi che derivano dal mangiare in posizione eretta, va detto che mangiare in piedi diminuisce la pressione sullo stomaco e sugli altri organi deputati alla digestione, per cui si evita la risalita dei succhi acidi che possono essere causa di bruciore allo stomaco e di reflusso gastroesofageo. Al tempo stesso mangiare in questo modo favorisce la comparsa del gonfiore alla pancia e quindi i nutrienti contenuti negli alimenti non vengono assimilati correttamente. Volendo riassumere si può quindi affermare che mangiare camminando può far dimagrire se si evita di mangiare cibo spazzatura e ci prendiamo il tempo necessario per farlo.

Uno studio pubblicato sul Journal of Consumer Research ha dimostrato come mangiare in piedi può modificare la percezione del sapore degli alimenti. I ricercatori hanno condotto lo studio su 350 volontari. Il test si è svolto in due fasi: nella prima fase ai volontari, alcuni in piedi altri seduti, è stato chiesto di assaggiare dei crostini e di valutarne il sapore espresso con un voto. Chi mangiava in piedi ha assegnato un punteggio minore rispetto a chi li ha gustati seduto a tavola. La seconda fase dell'esperimento è consistita nel fare assaggiare dei dolci, tipo brownies, che sono stati consumati sia da volontari che stavano in piedi e sia da quelli seduti. Quelli che hanno mangiato seduti hanno gradito ma quando i ricercatori vi hanno aggiunto del sale hanno rivisto il loro giudizio. Chi invece ha mangiato in piedi non si è accorto del sale aggiunto ai biscotti nella seconda degustazione, per cui non hanno percepito alcuna alterazione del sapore.
Come si spiegano queste discrepanze di risultati nella percezione del sapore degli alimenti? Secondo i ricercatori la spiegazione andrebbe ricercata nel sistema vestibolare, definito anche sesto organo di senso, che quando interagisce col gusto può influire sulla percezione del sapore degli alimenti. Il sistema vestibolare in particolare è fondamentale per la postura, l'equilibrio, l'orientamento spaziale e la coordinazione.
In generale condurre una vita sedentaria, quindi stare spesso seduti, è deleterio per la salute. Secondo uno studio brasiliano condotto nel 2016 e pubblicato su American Journal of Preventive Medicine passare più di 3 ore al giorno seduti aumenterebbe il rischio di mortalità del 3,8% e diminuirebbe l'aspettativa di vita di circa 3 mesi. Correre ai ripari però è semplice: secondo gli autori della ricerca sarebbe sufficiente ridurre del 10% il tempo quotidiano che passiamo seduti.


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