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Bresaola in gravidanza: è possibile mangiarla senza rischi?

E' meglio evitare a priori di mangiare carne cruda, come la bresaola

Bresaola in gravidanza: è possibile mangiarla senza rischi?

Insomma, come non amare la bresaola? Già soltanto a scriverne il nome, ecco che arriva l’acquolina in bocca. Dal sapore ormai inconfondibile al nostro palato, così sapido ma allo stesso tempo anche dolce e leggero, la bresaola è in realtà un salume tipico Valtellinese che si ottiene mediante diversi processi di essiccazione e stagionatura di un filetto di bue oppure di manzo. Oltre ad avere un gusto sicuramente molto particolare, specie poi se facciamo il classico abbinamento con la rucola ed il parmigiano, questo saporito affettato mette d’accordo tutti tra nutrizionisti e dietologi, risultando uno tra gli alimenti più sani e nutrienti.
Nonostante queste premesse che definirei deliziose, però, non sempre la bresaola è un alimento indicato per tutti quanti, specialmente in determinate circostanze. Durante il periodo di gravidanza, infatti, essendo l’organismo femminile è più esposto a potenziali pericoli derivanti dall’alimentazione, vi è un bisogno categorico di fare maggiore attenzione su ciò che si mangia. I rischi legati ad un regime alimentare poco equilibrato da parte di una futura mamma sono molteplici, tra cui complicazioni per intossicazioni, infezioni e infestazioni del feto, e tra i diversi alimenti “no” per una donna che si trova in stato interessante, purtroppo troviamo anche la bresaola, e anche per molteplici ragioni. Valutiamo quindi insieme i valori nutrizionali di quest’ultima e quali sono poi, sia per la mamma che per il bimbo, gli eventuali rischi correlati al mangiare la bresaola e, infine, delle eventuali alternative da poter integrare nella vostra dieta quotidiana.

Bresaola: valori nutrizionali
Un punto importante da cui cominciare per capire cosa c’è che non va nella bresaola durante la gravidanza, è prima di tutto quello di prendere in considerazione i valori nutrizionali del suddetto insaccato. Qui sotto sono riportate le calorie della bresaola e i suoi valori nutrizionali. Dunque, in una porzione di 100 grammi abbiamo:
• 60 g di acqua;
• 32 g di proteine;
• 2,6 g di lipidi;
• 67 mg di colesterolo.
Troviamo, inoltre, minerali come sodio e potassio, come anche ferro, magnesio, calcio, zinco, rame e vitamine del gruppo B. Per quanto riguarda le calorie, 100 grammi di bresaola contengono più o meno 150 kcal. Possiamo quindi asserire che si tratta di un alimento molto povero di grassi e ricco invece di nutrienti importanti come proteine, minerali e vitamine, praticamente perfetta per l’alimentazione di uno sportivo o in una dieta dimagrante. Attenzione, però, perché in essa vi è un importante quantitativo di sale che si forma durante il processo di salatura a causa dell’aggiunta di nitrato di sodio, utile a far conservare la carne a lungo, ed anche per questo il suo consumo dev’essere moderato.

Bresaola in gravidanza: i rischi della preparazione
Una delle principali cause per le quali il consumo di bresaola in gravidanza è sostanzialmente vietato, oltre al quantitativo di sale in essa contenuto, sta anche nella tipologia di lavorazione e di preparazione alla quale quest’ultima è sottoposta, ossia se si tratta di un alimento crudo e stagionato, o ha subito una cottura in precedenza alla messa in vendita. Nel caso della bresaola, esattamente come nel caso del salame e del prosciutto crudo, non vi è alcun tipo di passaggio che implichi una cottura, ma la carne viene solo fatta stagionare col sale, per poi essere infine essiccata. Generalmente, questa procedura viene applicata anche per molti altri insaccati, e in una situazione di normalità non vi è alcun pericolo per la nostra salute, sempre se consumati con moderazione. In caso di stato interessante, però, questo processo di lavorazione può causare non pochi danni al feto. Di solito, infatti, per escludere qualsiasi tipo di pericolo, si eliminano tutti gli affettati dalla dieta della gestante.

Bresaola in gravidanza: sistema immunitario e toxoplasmosi
Fatta questa piccola introduzione, spieghiamo un altro importante concetto, cominciando come sempre dalle basi: durante il periodo di gestazione della futura madre, il suo sistema immunitario non lavora esattamente come dovrebbe a causa di un meccanismo detto di anti-rigetto, che in pratica è utile per poter portare avanti la gravidanza con successo, ma che come effetto collaterale implica un’elevata possibilità da parte della mamma di essere contagiata da funghi, virus e batteri, data la scarsa presenza di difese immunitarie. Ora, va da sé che la gravidanza è già normalmente una circostanza molto particolare, in cui, sia prima, che dopo e durante, bisogna porre moltissima attenzione a cosa si mangia per il bene di entrambi, sia la madre che il bambino, in particolar modo quando ci sono di mezzo carne ed insaccati, come appunto la bresaola.
Ed è in questo che risiede il problema principale di questo tipo di salume, ossia il fatto che, nonostante sia un alimento innocuo prima della gravidanza, durante quest’ultima diventa potenzialmente dannoso, in quanto la sua carne – e il modo in cui è lavorata – potrebbe provocare la cosiddetta toxoplasmosi (da Toxoplasma godii), ossia una delle patologie che più tendono ad essere l’incubo delle future madri.
Si tratta di un patogeno che in condizioni normali, ripetiamo, non risulta assolutamente pericoloso, anzi, spesso non ci si accorge nemmeno di averla avuta. I suoi sintomi sono effettivamente molto lievi e comprendono mal di testa, mal di gola, stanchezza e sensazione di dolore alle ossa. Per quanto sia relativamente innocua per la gestante, però, potrebbe essere molto pericoloso durante il percorso della gravidanza, tanto da poter creare malformazioni neonatali, problemi alla nascita (come febbre, problemi alla vista, ittero, anemia, ecc.) o addirittura la morte fetale.
In condizioni normali, ripetiamo, non risulta assolutamente pericolosa, anzi, spesso non ci si accorge nemmeno di averla avuta. I suoi sintomi sono effettivamente molto lievi e comprendono mal di testa, mal di gola, stanchezza e sensazione di dolore alle ossa. Ovviamente, non è detto che la toxoplasmosi, nel malaugurato caso doveste contrarla in gravidanza, porti necessariamente tutti questi effetti inenarrabili, però, appunto per eliminare le possibilità che possa succedere qualcosa di spiacevole, è meglio evitare a priori di mangiare carne cruda, come appunto la bresaola. Nel caso in cui non riusciste proprio a farne a meno, c’è la possibilità di saltarne alcune fette in padella, così da cuocere il salume ed evitare di rischiare troppo.
In caso di immunità alla toxoplasmosi, ovviamente la bresaola non fa male, ma è sempre meglio non esagerare, a causa dell’elevato contenuto di sale tipico in tutti gli affettati.

Alternative alla bresaola: gli affettati concessi in gravidanza
Esistono diverse alternative di affettati che, almeno una volta ogni tanto, potete integrare nel vostro regime alimentare. Uno tra questi è, inverosimilmente, la mortadella, in quanto si tratta di un salume cotto e che quindi non comporta nessun tipo di rischio, sia per la madre che per il nascituro. Un altro salume da poter mangiare durante la gestazione è il prosciutto cotto, che ha dei processi di lavorazione ad alte temperature che sono in grado di sconfiggere batteri e protozoi. Va comunque assunto sempre con moderazione, sempre a causa dell’alto contenuto di sale. I restanti salumi, tra cui il prosciutto crudo, lo speck, il capocollo, la pancetta e infine il salame sono sconsigliati, a meno che non decidiate di cuocerli e passarli velocemente in padella, eliminando così il sopracitato problema della toxoplasmosi.
In conclusione, è sempre meglio evitare categoricamente qualsiasi cosa possa mettere in pericolo la propria gravidanza, in modo da viverla in maniera serena e senza troppe ansie, attraverso alcuni accorgimenti e soprattutto grazie ad un’alimentazione corretta che possa giovare sia alla madre che al suo bimbo.


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