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Volano gli insulti fra i Cardinali in Vaticano

Il cardinale di Hong Kong non le manda a dire

Volano gli insulti fra i Cardinali in vaticano

Città del Vaticano - Il cardinale Parolin? Ipocrita e disonesto. Parola del cardinale Zen (Shanghai, Cina, 1932):  «Ho letto il discorso tenuto il 3 ottobre a Milano dal Cardinal Parolin, Segretario di Stato di Sua Santità. È stomachevole! Siccome stupido ed ignorante non lo è, ha detto una serie di bugie». Zen continua affondando la lama. «Parolin sa di mentire, sa che io so che è bugiardo, sa che io dirò a tutti che è bugiardo, dunque oltre ad essere sfacciato, è anche audace. Ma ormai che cosa non oserà fare, penso che non tema neanche la sua coscienza». Poi alza il tiro: «Temo che non abbia neanche la fede».

All'origine della rabbia la decisione di rinnovare l'accordo con la Cina. Un passaggio che a suo dire sarà disastroso. La cosa che non gli va giù è la realpolitik vaticana e la decisione di scaricare quei cattolici che finora non si sono piegati al governo comunista, molti dei quali perseguitati o in prigione.

Il cardinale Joseph Zen Ze-kiun contesta anche il fatto di citare sempre Matteo Ricci «come non-plus-ultra nella storia delle missioni della Chiesa in Cina: questo comincia a causarmi fastidio». Il cardinale accusa Parolin di essere impreciso sulla storia, di semplificarla troppo, di aver dimenticato che in passato «metà della Chiesa finì in prigione e campi di lavori forzati. Pensate ai giovani membri della Legio Mariae, che entrarono in prigione teenegers e ne uscirono quarantenni (eccetto quelli che vi lasciarono la vita)».

«La cosa più ripugnante è l’insulto al venerato Benedetto XVI dicendo che ha approvato a suo tempo l’accordo firmato dalla Santa Sede due anni fa, sapendo che il nostro dolcissimo, mitissimo Benedetto certamente non verrà fuori a negarlo. È poi quanto mai ridicolo ed umiliante per l’innocente Cardinal Re ad essere “usato” un’altra volta per sostenere le falsità dell’Eminentissimo Segretario».


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