Cronaca Ragusa

La truffa del Rolex a Ragusa

I truffatori beccati all’imbarcadero in procinto di traghettare per Villa San Giovanni

La truffa del finto Rolex a Ragusa

Ragusa - Come nella trama di un film, due tuffatori individuano la vittima, la lusingano con rassicurazioni e garanzie sulla bontà dell’affare e quando ritengono di aver acquisito la piena fiducia del malcapitato chiudono il cerchio portando a termine il colpo.
Questa volta però qualcosa non va come programmato e i truffatori, due soggetti di origine napoletana (C. L. di 35 anni e C. G. di 40 anni), finiscono loro stessi nella rete delle Fiamme Gialle iblee attivate attraverso il numero di pubblica utilità “117”.
Nella mattinata dello scorso 29 settembre la Sala Operativa del Comando Provinciale di Ragusa riceveva una chiamata da un utente (un imprenditore ragusano) che riferiva di trovarsi presso un’agenzia della Banca Agricola Popolare di Ragusa per riscuotere un assegno circolare consegnatogli poco prima da un soggetto a cui doveva vendere un prezioso orologio Rolex modello DAY DATE in oro di sua proprietà.
Il segnalante riferiva però che il cassiere, all’atto dell’accettazione, aveva riscontrato la falsità del titolo di credito. Accortosi che qualcosa non era andata per il verso giusto, il “distinto” acquirente che fino a quel momento era rimasto all’esterno della banca si era velocemente allontanato insieme ad un complice, a bordo della propria auto, senza essere riuscito ad impossessarsi dell’orologio.
Immediatamente una pattuglia della Compagnia di Ragusa raggiungeva il segnalante presso l’agenzia e raccoglieva la sua denuncia e tutte le informazioni in suo possesso per cercare di individuare i responsabili.

In sintesi, questi i fatti: il denunciante, dopo aver pubblicato su un noto sito di annunci gratuiti un’inserzione per la vendita dell’orologio, era stato contattato da un soggetto di origine napoletana interessato all’acquisto al prezzo pattuito di € 14.500,00, liquidabile con assegno circolare. Dopo una breve trattativa, nel corso della quale l’acquirente cercava di ottenere la piena fiducia del venditore, veniva concordato che il 29 settembre ci sarebbe stato l’incontro a Ragusa con la consegna del prezioso oggetto ed il contestuale pagamento.
Alla data stabilita all’appuntamento si presentavano i due, C.G. e C.L., rimasti però sorpresi dal fatto che l’imprenditore ragusano prima di cedere l’orologio avesse chiesto di procedere, insieme, al versamento in banca dell’assegno circolare offerto in pagamento. Ciò nonostante, i due truffatori assecondavano il venditore tentando il tutto per tutto per portare a termine il colpo. Una volta accortisi che il cassiere della banca si era reso conto della falsità del titolo di pagamento “gli acquirenti” si allontanavano con una scusa, cercando rapidamente di far perdere le loro tracce.

Grazie però alle informazioni fornite dal denunciante che era riuscito ad annotare la targa dell’auto utilizzata (come poi accertato successivamente, presa a noleggio per l’occasione da uno dei due truffatori) venivano avviate le ricerche sul territorio, segnalando i dati anche alle Sale Operative delle altre Province non potendosi escludere la possibilità che i soggetti in questione stessero cercando di lasciare la Sicilia.
Infatti, i due soggetti venivano individuati e fermati dalla Guardia di Finanza di Messina nei pressi dell’imbarcadero in procinto di traghettare per Villa San Giovanni.
D’intesa con l’A.G. iblea competente per la tentata truffa si procedeva quindi al sequestro dell’assegno falso, del cellulare utilizzato dai due truffatori, che venivano denunciati a piede libero ai sensi degli artt. 56, 110 e 640 c.p..


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