Attualità Restrizioni Covid

Nel secondo lockdown, aree rosse e arancioni

Addio movida. Pronti a distanziamenti maggiori: con l’indice di contagio in aumento, mascherine anche al banco dei bar

Le regole di un probabile nuovo lockdown

Roma - Aumenta la distanza di sicurezza oltre il metro, blocco di alcune attività produttive, obbligo di mascherina a scuola anche quando si sta seduti al banco, lockdown locali di 2 o 3 settimane. Questo se la spia dell’epidemia dà luce arancione. Che già inizia a lampeggiare in diverse aree del Paese. Lockdown totale se i contagi facessero accendere il rosso fisso. Come nei semafori. 

In attesa della nuova stretta in arrivo con il prossimo Dpcm, il Cts scrive e le regioni rifiniscono il piano d’azione anti-epidemico, con misure ad hoc per ciascuno dei quattro scenari da spia verde, gialla, arancione e rossa.

A livello nazionale siamo ora allo scenario da spia gialla, con «trasmissibilità del virus sostenuta e diffusa ma gestibile» ed Rt regionali tra 1 e 1,25. Che già per gli scienziati suggerirebbe qualche misura in più rispetto a quelle adottate, come l’obbligo di mascherina anche quando si è seduti al banco e la possibilità «di interruzione di alcune attività maggiormente a rischio, come i bar, anche su base oraria». Questo comunque a livello locale. Ma i dati di ieri confermano che stiamo viaggiando rapidamente nella zona arancione, con trasmissione diffusa del virus, ma anche «con rischi di tenuta del sistema sanitario nel medio periodo». Uno scenario che è già realtà in alcune aree del Paese.

Le strette proposte scatterebbero con l’Rt tra 1,25 e 1,5, valutando però anche la circolazione del virus (tanto più alta quanto maggiore è la percentuale di positivi sui tamponi eseguiti) e lo stato di stress dei servizi di contact tracing. Tanto per capire già con l’indice di contagio sono a rischio di zona arancione il Piemonte, che ha un Rt di 1,34 come la Basilicata, mentre la Campania è a 1,31 e la Sicilia a 1,34. Anche se poi solo quest’ultima sta messa male sulla capacità di risalire all’origine dei contagi.

Entrati nell’area arancione del terzo scenario ecco comunque scattare i «lockdown locali temporanei su scala sub provinciale». E più in generale l’isolamento non più dei singoli contatti stretti dei contagiati ma di intere comunità. Come dire che se c’è un caso ad esempio in una scuola o un condominio, vanno tutti in quarantena. Poi si dovrebbe mantenere più di un metro di distanza gli uni dagli altri, «valutare l’interruzione di alcune attività produttive con particolari situazioni di rischio» (gli stabilimenti di macellazione per fare un esempio). E per aree ben delimitate, a livello di comune o provincia, decretare il blocco degli spostamenti oltre i confini territoriali dell’area a rischio.
 

https://www.ragusanews.com//immagini_banner/1602519114-3-triumph.gif

Un nuovo lockdown
Nelle scuole l’uso della mascherina sopra i sei anni anche al banco e pur mantenendo il metro di distanza scatterebbe in tutta Italia. Poi via libera ai doppi turni e alla didattica a distanza per università e scuola secondaria di secondo grado. Senza per questo escludere chiusure temporanee di interi istituti dove la situazione epidemiologica locale fosse più seria.

Infine lo scenario da «trasmissibilità non controllata, con criticità nella tenuta del sistema sanitario nel breve periodo», e con Rt sopra 1,5, dal quale siamo fortunatamente lontani. In questo caso si tornerebbe al «lockdown generalizzato». Una spia rossa che governo, regioni ed esperti del Cts cercheranno in tutti modi di non fare accendere. Naturalmente, le prossime ore saranno fondamenti per comprendere come si muove il virus. Di certo, governo e Cts stanno già preparando i loro piani che prevedono: il rafforzamento dello smart working, le chiusure localizzate "chirurgiche e tempestive", la possibile stretta su trasporti e orari dei locali, e anche lo stop agli eventi di massa e, in caso fosse necessario, il ripristino del divieto di spostamento tra le Regioni.


© Riproduzione riservata