Attualità La stretta

Domani il nuovo Decreto anti Covid: ecco tutte le nuove misure

Le novità, dai trasporti alle feste in casa

Le novità, dai trasporti alle feste in casa

Oggi il vertice tra il ministro per gli Affari regionali Francesco Boccia con gli enti locali per fare il punto con governatori e rappresentanti dei territori sulle misure che entreranno nel nuovo Dpcm. Dopo la proroga dello stato di emergenza al 31 gennaio 2021 e l’incontro di domenica tra il ministro della salute Roberto Speranza e il comitato tecnico scientifico, sarà l'ultimo giro di consultazioni prima dell’ok al nuovo decreto della presidenza del Consiglio, per frenare la seconda ondata di contagi in corso ormai anche in Italia. Ecco punto per punto, tutte le nuove disposizioni che potrebbero entrare in vigore già da martedì 13 ottobre.  

Sul lavoro da remoto il governo è orientato a chiedere a tutte le aziende, anche quelle private e non solo pubbliche, di aumentare il più possibile la quota di smart working, per ridurre così spostamenti e contatti al chiuso. Chi sarà costretto a recarsi comunque in ufficio, dovrà lavorare con la mascherina sempre addosso in ogni spazio condiviso con i colleghi.

Ogni genere di sport praticato a livello amatoriale, specie se da contatto, dovrebbe essere bandito. A meno che non si pratichi in solitaria, come la corsa. Basta dunque partitelle improvvisate tra amici e compagni, al parco vicino casa o nel cortile del condominio. Gli sport di base - dal calcio al basket, dal volley al rugby - potranno continuare ma solo all'interno di strutture autorizzate, come scuole e palestre, che abbiano attivato i protocolli di sicurezza. A livello professionistico permarranno le limitazioni attuali. 

Le feste dovrebbero contemplare un limite al numero di partecipanti: non solo matrimoni, battesimi e comunioni ma anche i party nelle abitazioni private (anche se queste saranno molto piu’ difficili da monitorare). Poche decine di persone e niente buffet.

Per quanto riguarda i locali, bar, ristoranti e pub potrebbero essere costretti a chiudere alle 23 o alle 24 e gli avventori non potranno sostare in piedi all’esterno, almeno nelle ore notturne. Per scoraggiare movida e assembramenti selvaggi un’ulteriore stretta riguarderebbe il divieto di vendere alcolici dopo le 22. 

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Sui tamponi che stanno già costringendo migliaia di cittadini a code interminabili davanti a ospedali e ambulatori (con realtivi rischi di contagio), potrebbe arrivare il disco verde ai cosiddetti "test rapidi" effettuati dai medici di base: un primo screening selettivo che consentirebbe di disciplinare gli accessi a triage e pronto soccorso. Il periodo di isolamento in caso di positività resterà quasi certamente di due settimane. 


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