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Luca Zingaretti: Piango mia mamma che non c'è più

"Mamma da piccola ha vissuto la paura della deportazione. Si è vista bussare le SS alla porta di casa in cerca di suo padre"

Luca Zingaretti: Piango mia mamma che non c'è più

Roma - L'attore Luca Zingaretti (Roma, 1961) piange sua madre Mimmi, morte giovedì dopo lunga malattia a 86 anni.
"Non conta l’età che hai quando una madre se ne va, né l’età della madre che se ne va. In qualunque momento, in qualunque modo questo accada resterà solo un grande, immenso, terrorizzante vuoto -scrive Luca-.

Nostra madre si chiamava Emma. Emma di Capua. Ma il mondo la chiamava Mimmi. Mimmi se n’è andata giovedi mattina alle 9.04. Ogni scarrafone è bello all’uocchie ‘e mamma soia. Ma anche ogni mamma è unica agli occhi dei suoi scarrafoni.

Mia madre, Mimmi, era una donna speciale. Una donna che spandeva amore ed energia positiva nel mondo Mimmi accoglieva tutti, il povero e il ricco, il potente e il diseredato, l’amico e il nemico. Lo ammaliava con la sua dolcezza, con la sua capacità di fare amicizia, di mettere tutti sullo stesso piano perché alla fine tutti esseri umani siamo. Mamma ci ha insegnato a rispettare le donne e gli uomini a prescindere dalla razza, dalla religione, dal modo di vivere la sessualità o da qualunque altro metodo di discriminazione.

Nostra madre, Mimmi, consolava tutti.
Era capace di portare allegria ovunque e se oggi fosse qui sono sicuro che sarebbe capace di alleggerire i nostri cuori.
Spandeva amore nel mondo e andandosene ne ha lasciato una scia lunghissima dietro di sé.
Per tutti. Per chi l’ha frequentata sporadicamente o per poco
e per la sua famiglia, per i suoi amati cugini, per le sue adorate amiche, per i suoi amici.
La gente che la conosceva tendeva ad attaccarsi a lei irresistibilmente perché avvertiva che in quella piccola donna c’era una grande magia.

Persino i medici e il personale paramedico che l’hanno accompagnata in questi tre anni di lotta contro la malattia, non sono riusciti con lei a mantenere quelle distanze che devono imparare a costruire con i pazienti per sopravvivere.
Li ringraziamo tutti sentitamente, accoratamente. Mamma da piccola ha vissuto la paura della deportazione.
Si è vista bussare le SS alla porta di casa in cerca di suo padre. Forse è per questo che non era capace di odiare nessuno ed era pronta a prendere sempre il meglio della vita Mamma ci ha portato ai concerti, a teatro, ai musei, in viaggio, ci ha consigliato come e cosa leggere, ci ha invitati a cogliere il positivo nel mondo, ad amare". 


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