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Vaccino antiCovid, prime dosi a Natale

Covid, vaccino: prime dosi a Natale

Vaccino antiCovid, prime dosi a Natale

Pomezia - 10 milioni di dosi di vaccino antiCovid-19 già pronte in Europa. Diventeranno 20 entro la fine dell’anno e di queste, almeno 3 sono destinate all’Italia. Ma la fase della sperimentazione, pur in fase avanzata, è ancora in corso.

Manca l’autorizzazione dell’Ema (European medicines agency), che però ha già cominciato il “rolling review”, vale a dire la “revisione continua” con cui si stanno esaminando i dati della sperimentazione forniti dai produttori. Il vaccino di cui si sta parlando è quello ideato dall’Istituto Jenner di Oxford, sviluppato grazie al contributo di Irbm di Pomezia, e realizzato insieme alla multinazionale di biofarmaceutica britannia-svedese AstraZeneca.

E' iniziato l'infialamento
Sanofi Pasteur presso il proprio stabilimento di Anagni, lavorerà al processo di formulazione, infialamento e confezionamento del proprio candidato vaccino anti-COVID19, sviluppato grazie a una tecnologia basata su proteina ricombinante a cui si aggiunge l’uso di un adiuvante di GSK, con cui ha avviato una partnership per questo candidato vaccino. Il candidato vaccino è entrato ai primi di settembre nella Fase I/II di sviluppo e Sanofi prevede di passare alla Fase III entro dicembre 2020, mentre punta a una produzione globale in tutti i nostri siti produttivi di un miliardo di dosi nel 2021.

In questo contesto, lo stabilimento di Anagni ha un ruolo chiave insieme ad altri due siti Sanofi in Europa, presenti in Francia e Germania. Il sito è un centro di eccellenza a livello europeo per la produzione di prodotti farmaceutici sterili iniettabili e può contare su un team con una lunga esperienza nella produzione di vaccini a uso umano, ha già lavorato con diverse tecnologie e ha una profonda esperienza nel campo regolatorio.

La sperimentazione cinese
Wu Guizhen, il capo esperto di bio-sicurezza presso il Centro cinese per il controllo e la prevenzione delle malattie, ha dichiarato a CCTV che i vaccini «potrebbero essere pronti per l’uso pubblico in generale già a novembre». La somministrazione è cominciata per operatori sanitari, militari, dipendenti delle compagnie che stanno producendo i vaccini. Sembra sfumata la possibilità che gli Stati Uniti annuncino il via libera a un vaccino prima delle elezioni americane: Moderna, la società con uno dei progetti in fase più avanzata, ha fatto sapere che non potrà presentare la richiesta di autorizzazione prima della fine di novembre. Upmc, l’Università di Pittsburgh presente anche in Italia, sta studiando un componente anticorpale al farmaco Ab8 per un potenziale uso terapeutico e profilattico contro il coronavirus: viste le dimensioni microscopiche potrebbe essere somministrato anche con l’inalazione. 


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