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Racket a Palermo, 20 arresti: coinvolti anche cantanti neomelodici

In manette boss e gregari. Le mani anche sulla Santa del Rione

Racket a Palermo, i commercianti si ribellano: 20 arresti

Hanno sopportato angherie e vessazioni per anni, finché – stremati dalla crisi economica - hanno detto basta: i commercianti del quartiere palermitano di Borgo Vecchio di Palermo si sono ribellati al racket e grazie alle loro denunce in 20 - tra boss, gregari ed esattori dei clan - sono stati arrestati stamani dai carabinieri accusati, a vari titolo, di associazione mafiosa, traffico di droga, furto, ricettazione, tentato omicidio aggravato, estorsioni e danneggiamenti.

L’indagine è la prosecuzione di inchieste passate sul mandamento mafioso di Porta Nuova e, in particolare, sulla famiglia mafiosa di Borgo Vecchio. E’ stata coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia, guidata dal Procuratore Francesco Lo Voi, grazie alle rivelazioni spontanee delle vittime, esasperate da violenze e minacce. Solo 5 esercenti hanno ammesso di pagare dopo essere stati convocati dagli inquirenti. 

Gli interessi del nuovo reggente, Angelo Monti, gravitavano anche sullo stadio Renzo Barbera, affinchè i contrasti fra gruppi ultras organizzati del Palermo fossero regolati secondo le loro direttive. Le ingerenze riguardavano anche l'organizzazione delle celebrazioni in onore della patrona del quartiere, Madre Sant'Anna: le serate animate da cantanti neomelodici erano organizzate infatti da un comitato controllato da Cosa nostra, tramite le cosiddette "riffe" settimanali.


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