Attualità Roma

Montesano e Salvini, “Febbre da cavalli” contro il Covid

La strana coppia manifesta senza mascherina: l’attore fermato dalla polizia

Enrico Montesano e Matteo Salvini insieme in piazza

Roma - Che Enrico Montesano potesse arrivare a tanto non ce lo aspettavamo. Passi il legittimo e civile dubbio sull’utilità della mascherina o la mancata fiducia verso i medici tv, ma prodursi in una piazzata con la polizia, aggredendo verbalmente gli agenti che facevano il loro dovere e urlandogli contro a distanza ravvicinata, è un po’ troppo. Lui che vanta una lunga militanza negli anni 90 e 2000 con il PDS e poi il Pd, finire - per di più da romano verace - dall’altra parte della barricata insieme a Matteo Salvini che, in piena seconda ondata, non ha trovato di meglio da fare, martedì mattina, che manifestare davanti a Montecitorio con i suoi No Max  per chiedere la liberazione di Chico Forti, l’ex velista italiano in carcere da 20 anni in America. L’attore è stato letteralmente graziato dalla polizia che gli ha evitato una multa sacrosanta, in virtù forse della fama e della simpatia conquistata in passato. Ma, non pago di infrangere alla luce del sole le disposizioni del governo, s’è messo pure a questionare con gli agenti esibendosi in una “arringa” speciosa, in cui la disobbedienza alle leggi è stata paradossalmente difesa ricorrendo ad altre leggi. 

“E’ vietato andare in giro a volto coperto - ha detto ai poliziotti -, chiunque intimi di indossare mascherine rischia una denuncia per istigazione a delinquere, procurato allarme, truffa aggravata, abuso di autorità, violenza privata, violazione della Costituzione italiana e della Dichiarazione universale dei diritti dell’uomo” avrebbe esclamato in pieno furore giuridico, ergendosi a principe del Foro. Una comica. Pareva l’imitazione di Torquato il pensionato, uno dei suoi cavalli di battaglia ai tempi d’oro che furono. Meno male che la moglie non ha ancora perso la testa ed è riuscita a trascinarlo via per la manica: “Enrico andiamo, non ci facciamo arrestare” gli ha detto. Non prima però di essersi scattato qualche selfie di circostanza con il leader della Lega. Inutile dire che Montesano si è attirato una valanga di critiche, riassaporando così una popolarità da tempo archiviata. La più dura è stata la giornalista Caterina Collovati che l’ha definito un “bullo attempato”. Critiche arrivate, in realtà, soprattutto dagli utenti della Rete: i colleghi, imbarazzati, finora hanno preferito glissare sull’accaduto. 


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