Cronaca Terni

Il fidanzato di Maria Chiara: “Le ho regalato io l’eroina”

"Io sono vivo, lei no": la confessione choc del ragazzo

"Io sono vivo, lei no": la confessione choc del ragazzo

 “Lei aveva voglia di provare, l’ha voluto fare e io l’ho assecondata. Se non lo faceva con me l’avrebbe fatto con qualcun altro”.  Si giustifica così il 21enne Francesco Gnucci, tossicodipendente e fidanzato di Maria Chiara Previtali, la studentessa di Amelia, in provincia di Terni, morta sabato mattina, il giorno dopo il suo diciottesimo compleanno, per una overdose da eroina. Si attende ancora l'autopsia sul corpo per capire se il decesso sia stato effettivamente provocato dalla sostanza stupefacente e come questa, entrando in circolo, abbia fermato il cuore della giovane. 

“Voglio sapere anch’io come è morta – racconta il giovane a Repubblica - . Anch’io l’ho presa e non mi è successo niente. La notte aveva il respiro pesante, ma era normale. Solo la mattina verso le 9 quando l’ho chiamata per andare al bar visto che a casa non c’era caffè ho visto che era bianca, l’ho trascinata in bagno e ho provato a rianimarla. Io non lo so se era viva, io non l’ho mai visto un morto. E poi ho chiamato il 118”.

La droga era un regalo per il compleanno della ragazza: 20 euro di “roba” che hanno trasformato una festa in una tragedia.  Il giovane, al momento unico indagato,  è accusato di omicidio preterintenzionale e non di omissione di soccorso. Ma al vaglio dei magistrati  c’è anche l’ipotesi del reato di morte come conseguenza di altro delitto, ovvero dello spaccio, ma in questo caso a carico di ignoti, cioè dei pusher che hanno venduto l’eroina a Gnucci, forse tagliandola con altre sostanze letali. 


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