Economia Occupazione

Via il blocco dei licenziamenti dal 2021: "E' insostenibile"

Dal primo gennaio ogni azienda potrà tornare a licenziare

Via il blocco dei licenziamenti dal 2021: "E' insostenibile"

 Il blocco dei licenziamenti collettivi dei lavoratori stabili non sarà prolungato oltre il 31 dicembre: lo ha chiarito il ministro dello Sviluppo economico, Stefano Patuanelli, a Porta a Porta. "E’ impensabile, non esistono le condizioni". In compenso saranno prolungati cassa integrazione e incentivi alle assunzioni. Già ad agosto - su forte pressione di Confindustria e Confcommercio - il blocco era stato allentato, concedendo la possibilità di licenziare i dipendenti in caso di cessata attività o fallimento, restando in pratica in vigore solo per le aziende che erano ricorse agli ammortizzatori sociali.

''Non possiamo pensare di fare somme di piccole misure, dobbiamo incidere profondamente con poche misure ad alto impatto'' ha aggiunto l'esponente 5 Stelle che, con l'esecutivo, è determinato a  spostare l'orizzonte d'intervento dai piccoli bonus assistenzialistici elargiti una tantum ai grandi investimenti su digitalizzazione e riconversione energetica resi possibili, l'anno prossimo, dal recovery fund. La cassa integrazione, però, resta. E con essa anche le decontribuzioni per chi assume al Sud e il taglio del cuneo fiscale. Anche perché, ha affermato, se dovesse sopraggiungere un nuovo lockdown “non sarà completo e certamente non riguarderà l'attività produttiva''.

Dal primo gennaio, meno di tre mesi, dal primo gennaio, la disoccupazione in Italia potrebbe conoscere un’impennata record, peggiore della grande recessione del 2007-2013. Per la Cgil, una volta che verrà meno il freno messo dal governo, rischiano il posto oltre un milione di persone. D’altronde, secondo il monitoraggio dell'associazione Lavoro&welfare, oltre 2 milioni di lavoratori a tempo pieno sono risultati fuori dalla produzione ad agosto, in rapporto alle ore di cig autorizzate. 


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