Attualità Il lockdown graduale

Coprifuoco alle 22 e smartworking: il governo verso un’altra stretta

Le progressive limitazioni che ci stanno avvicinando al nuovo blocco

Le progressive limitazioni che ci stanno avvicinando al nuovo blocco

 Siamo tornati a sentire le sirene delle ambulanze alla finestra. E a seguire con ansia, come a inizio anno, il dato giornaliero di morti e contagiati, e  le ipotesi di strette e chiusure che si susseguono frenetiche in tavoli e riunioni, rincorrendo i dati  delle 17. Coprifuoco per tutti e su tutto il territorio nazionale alle 22 e genitori e ragazzi a casa a lavorare e seguire le lezioni da pc. Sono queste le due grosse novità allo studio del governo per arginare un’impennata di Covid che pare irrefrenabile. Il tutto, al netto delle decisioni dei governatori regionali, a cui è lasciata molta autonomia in questo momento sul versante della salute pubblica. Forse anche troppa. 

Il coprifuoco alle 22 è già scattato al confine, in Francia, così come il telelavoro e la didattica a distanza in altri paesi europei. Le nuove misure varate con l’ultimo Dpcm hanno tempo due settimane per dimostrare la loro efficacia. Se entro fine mese l’ondata di infezioni si tramutasse in tzunami il mini-lockdown diventerebbe irrinunciabile. Con le saracinesche giù anche dalle 21, e multe per chi non rispetta le regole. Dad e smart working sono l’ambito da sviluppare parallelamente alla chiusura notturna, per abbattere gli spostamenti. In entrambi i casi a pagare saranno soprattutto gli esercenti. Al di là dei contrasti, Conte sembra andare quindi verso le stesse posizioni di Vincenzo De Luca, che ha già dato un bel giro di vite per conto suo in Campania su scuole e movide. Inutile attendere che gli sparpagliati lockdown locali si tramutino velocemente in uno nazionale.


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