Attualità Lo scontro

Chiusura strade e piazze, i sindaci: “Non si può fare”

Dopo le Regioni si ribellano i Comuni: “L’ordine pubblico non è affar nostro”

Dopo le Regioni si ribellano i Comuni: “L’ordine pubblico non è affar nostro”

 “L’ordine pubblico non è in carico ai sindaci” ribatte duro il presidente dell’Anci, Antonio Decaro, al ministro degli Affari regionali Francesco Boccia che, all’indomani della pubblicazione del nuovo Decreto di contrasto al Covid, ribadisce che “se c'è un quartiere da chiudere lo decidono i sindaci e non c'era neanche bisogno di inserirlo nel Dpcm perchè è già così”. Tuttavia il riferimento ai primi cittadini italiani come sceriffi anti-movida, a cui il testo originario demandava la facoltà di chiudere "strade e piazze nei centri urbani", è sparito dal provvedimento. Non è chiaro se la competenza passerà ai prefetti, il che non risolve il problema del carico di responsabilità addossato alle amministrazioni comunali, ma intanto una norma del nuovo Dpcm è già saltata.

“Non è applicabile” ribattono in coro i sindaci italiani, per nulla intenzionati a sobbarcarsi l’onere di dichiarare il coprifuoco e aprire la caccia al trasgressore da parte della polizia. “E’ una serrata nazionale mascherato da serrata comunale” tuonano: dove transennare, se bar e ristoranti possono restare aperti fino alle 24? E dove si sposterà la gente, in massa, trovando chiuso il centro? Uno scaricabarile dettato, dopo tutto, dagli stessi interessi elettorali che guidano l’esecutivo, timorosi delle reazioni degli elettori. La palla dell’autonomia, tanto contesa dagli enti locali al governo centrale, inizia a scottare tra le mani.

In tarda mattinata è intervenuto direttamente il Viminale: «Col nuovo Dpcm lo Stato non abbandona i Comuni né li investe di responsabilità improprie: i primi cittadini, che sono autorità sanitarie locali, saranno supportati in tutto dai prefetti, negli appositi Comitati provinciali, in cui si potranno valutare casi particolarmente delicati in cui risultasse necessario, opportuno e possibile chiudere al pubblico strade o piazze». «Laddove si rivelassero condizioni di urgenza, nell’arco di 24 ore si può far anche l’ordinanza di chiusura — dichiara il sottosegretario con delega agli Enti Locali, Achille Variati —, ma è chiaro che non vanno tralasciati una serie di passaggi, non ultimo quello che, quando un provvedimento riguarda un’esercizio, va notificato».


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