Attualità Covid

Zangrillo insiste: “Non è una catastrofe”

Il medico del “virus clinicamente morto” invita il governo a non creare panico

Il medico del “virus clinicamente morto” invita il governo a non creare panico

 Parziale dietrofront di Alberto Zangrillo, il responsabile della terapia intensiva del San Raffaele di Milano che, con il primario del reparto malattie infettive del San Martino di Genova Mauro Bassetti, rappresenta il fronte medico del no all’emergenza. “E’ vero, il Covid oggi è tornato a mordere, probabilmente per i comportamenti negligenti di pochi” confessa al Corriere della sera, di fronte all’impennata di contagi verificatasi, ancora un volta, soprattutto in Lombardia. Milano, in particolare, è passata in una settimana da 3mila a 6mila positivi, arrivando anche a un migliaio di nuovi contagi al giorno.

Tuttavia le terapie intensive, al momento, “sono sotto controllo” rispetto a marzo e aprile. "Non è una tragedia, siamo ancora in tempo – afferma il medico personale di Berlusconi -. La maggior parte della popolazione è coscienziosa, giovani compresi”. “E’ fondamentale la diagnosi tempestiva, che solo i medici di famiglia possono mettere in atto. Il segreto è prendersi la responsabilità di inviare in ospedale solo chi ne ha bisogno” aggiunge Zangrillo, ricordando che aveva sempre sostenuto che avremmo dovuto imparare a convivere con l’infezione. “Oggi siamo in una fase decisiva, ci vuole senso civico da parte di tutti - conclude -. Ciascuno deve prendersi le proprie responsabilità, altrimenti il problema diventa di proporzioni importanti”. L’importante, però, è non generare panico nei cittadini.


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