Moda e Gossip La vera storia del jeans

Jeans: dalle origini genovesi alle collezioni autunno 2020

I segreti del jeans e i 4 capi immancabili dalle passerelle di New York, Londra, Milano e Parigi

  • Giuseppe Garibaldi e il suo paio di jeans
  • https://www.ragusanews.com//immagini_articoli/21-10-2020/1603269013-jeans-dalle-origini-alla-moda-autunno-2020-1-500.jpgIconici Levi's sulla cover dell'album "Born in the USA"
  • https://www.ragusanews.com//immagini_articoli/21-10-2020/1603269014-jeans-dalle-origini-alla-moda-autunno-2020-2-500.jpgPresentazione di "Genova Jeans"
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I capi di jeans sono i pezzi che non mancano mai sulle passerelle della quattro capitali della moda, nei vestiaire di fashion addicted e di chi la moda dice di non seguirla - ma, come la divina Miranda Priestley del "Diavolo veste Prada" insegna, nessuno vi può davvero sfuggire. 
Ancora prima di essere un pantalone, una giacca, una camicia o un vestito, il jeans è un tessuto e per dirla tutta orgogliosamente italiano. Genovese, per la precisione. L'avete sempre considerato il prodotto statunitense per eccellenza? Non siete gli unici. Di certo non aiutano l'iconica cover dell'album "Born in the USA" e il primo piano sui Levi's di Bruce Springsteen.
E' il caso di fare un passo, anzi un balzo alle vere origini del jeans.
Genova, 1500. Portuali vestono "divise" da lavoro blu, resistenti al tempo capriccioso della città. Del tutto inconsapevoli, lanciano una moda mai tramontata. I loro abiti sono di fustagno, un cotone robusto misto a lino o lana e tinto in indaco, da qui il colore inconfondibile. Si inizia ad esportare questo tessuto chiamato "tela di Genova": è amatissimo dall'Inghilterra più povera che usa per realizzare abiti, ma apprezzato anche dall'aristocrazia che impiega nella confezione di biancheria e tende per ville e palazzi. ll tessuto viene esportato all'interno di grandi casse marchiate "GEN", Genova. Col tempo, questa sigla pronunciata dagli inglesi, passando da "jean", si trasforma in "jeans".

Fun fact: Giuseppe Garibaldi, marinaio ancor prima che eroe, allo sbarco dei Mille a Marsala sfoggia un paio di calzoni di jeans abbinati a una camicia rossa. Il paio di pantaloni, oggi conservato al Museo Centrale del Risorgimento di Roma, presenta una toppa (in jeans) sul ginocchio, a copertura di uno strappo. Attualissimi, potrebbero essere indossati anche oggi, ma con strappo a vista.
Eppure, nell'immaginario comune il jeans è da sempre degli USA. Il responsabile di questo retaggio è proprio Levi Strauss, creatore degli iconici Levi's. Strauss, mercante tedesco ed ebreo, si trasferisce in America nella metà del 1800. Commercia soprattutto teli per tende realizzati in jeans. Quando comincia a produrre pantaloni e salopette in blue jeans per alcuni minatori californiani, gli affari hanno una svolta importante. Presto sostituisce la tela di Genova con il denim, tessuto nato nella francese Nimes, diverso dal jeans per la tessitura di trama e ordito (nel denim il filo dell'ordito è blu, quello della trama bianco, mentre nel jeans sono entrambi blu). Nasce un prodotto iconico, simbolo di libertà e indipendenza che presto prende la forma nota del pantalone a cinque tasche, con rivetti di rame in origine a supporto delle tasche, diventati del tutto ornamentali.

Oggi un bellissimo progetto vuole valorizzare l'origine genovese di questo materiale. Il 3 ottobre proprio a Genova è stato presentato "Genova Jeans", un evento fortemente voluto dalla fondatrice del "Festival della Scienza" di Genova, Manuela Arata. Il progetto troverà piena realizzazione nel maggio 2021, attraverso un museo diffuso nella città alla riscoperta del jeans. Gli storici quartieri di Via del Campo, Via Prè e Via San Luca, riqualificati, diventeranno la "Via del Jeans": si portà passeggiare tra botteghe di artigiani ed esperti della tela di Genova, uniti da unico "fil", rigorosamente blu.
In attesa di questo magico momento, fino al 17 gennaio 2021 è possibile visitare la mostra "Arte Jeans" a Villa Croce: 24 opere di 26 artisti realizzate con tela jeans fornita da Candiani, eccellenza Made in Italy nella produzione di jeans e denim.
Noi vi lasciamo con la guida ai 4 capi di jeans immancabili per questo autunno, direttamente dalle sfilate di New York, Londra, Milano e Parigi. Perchè il jeans si può declinare in mille modi: non è un semplice paio di pantaloni e per questo è ancora più divertente.

Jeans a vita bassa di Dsquared2Jeans a vita bassa di Dsquared2, Vogue Runway

Il primo capo è ovviamente il pantalone. Il modello che vi proponiamo è l'iconico jeans a vita bassa di Dsquared2, che arriva a coprire anche gli stivali. Strappi alle ginocchia rammendati con toppe a vista: Garibaldi apprezzerebbe.

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Vestito di jeans di Marquez' AlmeidaVestito con frange di Marques' Almeida, Vogue Runway

Il secondo must-have è il vestito, interpretato da Marques' Almeida unendo giacca e gonna in un unico capo. Grandi spille, frange e svasature: nessun freno alla fantasia.

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Camicia e pantaloni in jeans di Y/ProjectCamicia e pantaloni di Y/Project, Vogue Runway

Il total look è di Y/Project: camicia con rouches e pantalone slim fit con profondi e dinamici tagli a "V". Per chi non si accontenta di un semplice paio di jeans.

Borsa oversize in jeans di Tom FordMaxi borsa di Tom Ford, Vogue Runway

A finire, l'accessorio, naturalmente la borsa. Come questo modello oversize di Tom Ford con una sovrapposizione di patch in blu diversi. Simpatica e divertente, solo per fun accaniti del jeans.


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