Attualità Covid

A 2300 terapie intensive scatta il lockdown

E’ la soglia prevista dal governo per tornare alla chiusura totale

A 2300 terapie intensive scatta il lockdown

 Sono due gli indicatori da monitorare in questi giorni per capire se e quando scatterà il lockdown 2: il numero di ricoveri in terapia intensiva e l’indice Rt. Più importanti del numero assoluto di nuovi contagi giornalieri. Se i coprifuoco locali emanati in Lombardia, Lazio e Campania e le nuove restrizioni adottate anche localmente non dovessero essere sufficienti ad arrestare la corsa del Covid-19, sarà ineludibile il blocco di tutte le attività non essenziali e degli spostamenti cittadini oltre che regionali, se non per gravi e comprovate esigenze lavorative o sanitarie.

Secondo quanto si apprende da fonti interne a Palazzo Chigi, il nuovo lockdown potrebbe scattare se dovessimo superare la soglia di 2300 pazienti in terapia intensiva: in base ai dati del ministero della Salute, aggiornati al 21 ottobre, le terapie intensive occupate in Italia da pazienti Covid sono attualmente 926, poco più di un terzo. Analizzando i dati di ogni singola regione, al momento solo Veneto, Friuli-Venezia Giulia e Valle d’Aosta hanno un rapporto di posti letto in terapia intensiva per abitante maggiore della soglia di sicurezza. Le altre Regioni invece preoccupano, specie la Campania che ha un rapporto di 7,3 letti ogni 100mila abitanti. L’altro parametro da monitorare è l’indice Rt, ovvero la trasmissibilità del virus nelle diverse regioni: in questo caso il lockdown scatterebbe se il valore superasse l’1,5 per 3 settimane consecutive. E a chiudere per primi saranno sale giochi, palestre e piscine e centri commerciali.


© Riproduzione riservata