Cronaca Coronavirus

Pronto soccorsi, attese di 5 giorni per malati Covid

Medici urgenza: «Pronto soccorso presi d’assalto». Lopalco: «Il problema non solo le terapie intensive, ma i posti letto e il personale»

Pronto soccorsi, attese di 5 giorni per malati Covid

Roma - «La situazione nei Pronto soccorso (Ps) è drammatica, con fortissime criticità in tutte le Regioni. I Ps, in questi giorni, sono presi d’assalto da pazienti con sintomi da Covid-19 e ci sono file di ambulanze in attesa». Lo afferma all’Ansa il presidente della Società italiana di medicina di emergenza urgenza (Simeu) Salvatore Manca. I reparti Covid, racconta, «sono pieni ed i Ps stanno diventando un “parcheggio” per questi pazienti anche per 3-5 giorni. Stiamo assistendo tutti ma mancano medici e infermieri. Non ce la facciamo più a reggere».

«In questo momento le terapie intensive non sono un problema, ora il problema è la reperibilità dei posti letto ordinari. L'altro problema è il tracciamento sul territorio, in Puglia ad esempio al momento stiamo reggendo ma se i numeri dovessero crescere il tracciamento dev'essere allentato perché non ci sono uomini». Lo ha detto a Progress, su Sky TG24, l'epidemiologo e assessore alla Sanità della Regione Puglia, Pier Luigi Lopalco. «È inutile parlare di cosa non ha funzionato - ha aggiunto -, se non ci sono gli uomini non possiamo formarli in due mesi, ci vogliono dieci anni per formare uno specialista. In Italia sono anni e anni che siamo in carenza di personale». «È indubbio — ha concluso poi — che nelle ultime settimane nella fascia d'età scolastica c'è stato un aumento dei contagi, che però probabilmente sono avvenuti fuori dalle aule. All'interno delle aule c'è controllo e distanziamento, quindi non c'è un grosso rischio di contagio. In questo momento ci sono davvero pochi casi di focolai all'interno delle scuole».

«C'è una forte concentrazione di casi nelle aree metropolitane, perché sono quelle più popolate e perché sono quelle dove il trasporto pubblico locale è particolarmente non dico pericoloso, ma rappresenta possibile fonte di circolazione del virus». Lo ha sottolineato Ranieri Guerra, direttore vicario dell'Organizzazione mondiale della sanità (Oms) e componente del Comitato tecnico scientifico (Cts), in un'intervista all'Adnkronos sull'attuale situazione in Italia dell'emergenza Covid. In questo momento il virus — ha aggiunto — «sta andando avanti abbastanza al galoppo ma siamo ancora sotto il 35-40% del livello di saturazione. Questo però vuole dire che siamo a rischio perché se è vero che nelle prossime due settimane i casi aumenteranno è chiaro che cresceranno anche i ricoveri ospedalieri».


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