Attualità Il simbolo del disastro

«Questo è mio padre». La foto del ristoratore distrutto virale in Rete

Condiviso da centinaia di migliaia di utenti lo scatto della figlia sui social

La disperazione di "Beppo", immortalato dalla figlia

 Dopo l’infermiera accasciata sul tavolo, esausta dai turni infiniti di lavoro in ospedale, è la nuova foto simbolo del disastro economico, oltre che sanitario, provocato dal Covid-19 nel nostro Paese. «Questo è mio papà. Un uomo che si è fatto dal niente, dalla povertà di una famiglia di mezzadri veneti» scrive Elena Tonon, titolare insieme al padre Giuseppe, del ristorante-gelateria Ca’ Lozzio di Oderzo, in provincia di Treviso, condividendo l’immagine del genitore che assiste, con gli occhi vitrei e l’espressione attonita, alla disfatta dell’attività in cui ha investito una vita.

«Una famiglia numerosa - prosegue la giovane - dove le donne dicevano che non avevano fame pur di lasciare il cibo ai figli. Gente umile, senza tanti fronzoli per la testa». Adesso, l’erede di tanto sacrificio «è lì immobile, il Beppo, pensieroso dopo aver scoperto che forse dobbiamo chiudere la nostra attività alle ore 18 e non dobbiamo neanche aprire alla domenica, giorno d’incasso assicurato per una attività come la nostra. “Questa è la mazzata finale” mi ha detto» . 

Qualche ora dopo il nuovo Dpcm ha salvaguardato l'apertura fino alle 18 e quelle domenicali, ma ormai il post di Elena aveva fatto il giro del web commuovendo gli utenti di tutta Italia, che nei commenti l'hanno ricoperta di messaggi di solidarietà: «Non so più cosa dire. Grazie a tutti, di cuore - risponde lei, che non s'aspettava tanto successo -. Nessuna persona è sola al Mondo finché ha anche solo un’altra persona che combatte insieme a lei. Ce la faremo. SI CHE CE LA FAREMO!»


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