Attualità L'emergenza

Non è finita: il Piano B del governo se non “andrà tutto bene”

La situazione è peggio di 6 mesi fa: le nuove imposizioni sono il minimo

Non è finita: il Piano B del governo se non “andrà tutto bene”

 Il Dpcm è stato firmato ma il confronto nella maggioranza su come fronteggiare la seconda ondata della pandemia è ancora aperto.  Non è solo il centrodestra che critica l’ultimo Decreto Conte, minacciando con la Lega addirittura il ricorso al Tar. Con tutto l’inverno ancora davanti - e di fronte a uno “tzunami” di positività che pare perfino peggiore di quello vissuto la scorsa primavera, inarrestabile e refrattario a qualsiasi accorgimento - anche vari esponenti del centrosinistra, da Walter Veltroni a Vincenzo De Luca, si sono dimostrati scettici sull’efficacia di alcune misure. Ad esempio, la chiusura di palestre e teatri e non di chiese, nidi d'infanzia e scuole elementari, visti come altrettanti diffusori del contagio. "Questo Dpcm è solo un primo passo, temo che non basterà" dichiara il presidente della Regione Campania.

"Guardando ai contagi di oggi forse abbiamo fatto il minimo" fa eco il ministro dei Beni Culturali, Dario Franceschini, il cui settore è stato quello più colpito dall’accettata. "Tre Dpcm in 11 giorni sono tanti - incalza il ministro dello Sport, Vincenzo Spadafora -. Mi auguro di no a livello nazionale, ma non escludo che a livello regionale possano essere necessarie delle chiusure ancora piu' restrittive in aree o settori precisi". La sensazione, dunque, è che non sia finita qui e che, anzi, siamo solo all’inizio di una recrudescenza colpevolmente imprevista. Il piano B dell’esecutivo, se i contagi continuassero a salire nei prossimi giorni e se le nuove regole non avessero abbastanza tempo di dimostrare la loro efficacia, è quello di singole “zone rosse” da blindare non appena scoppi un nuovo focolaio: provvedimenti locali, per situazioni territorialmente diverse. Talmente tante, però, che non sarà semplice circoscriverle e monitorarle una ad una. 

La conferma del prossimo scenario arriva in tarda mattinata dal consulente del ministro della Salute, Walter Ricciardi: "Il Covid dilaga incontrollato, le nuove misure non sono sufficienti, servono i lockdown locali. In alcune zone l'indice di contagio è 2,5, significa che la trasmissione del virus è esponenziale e c'è bisogno di misure più aggressive.  Non lo dico io, lo dice uno studio pubblicato da colleghi dell'università di Edimburgo su 'Lancet' dopo l'analisi delle esperienze di 131 Paesi in questi 7 mesi".


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