L'allarme

Mattarella: «Troppe cure rinviate, il tumore non va in lockdown»

Nove mesi di attesa per una visita: aumentano i malati di patologie più gravi del Covid

Mattarella: «Troppe cure rinviate per il virus, il tumore non va in lockdown»

 Le liste delle visite Asl si allungano all’infinto, insieme ai pazienti non Covid ma peggio del Covid, malati di cancro, diabete, sla. In molte grandi città italiane siamo arrivati a 9 mesi di attesa per una ecografia, una Tac o un semplice controllo. Che, però, può salvare la vita. E spesso la salva. La Asl non ha ancora smaltito il carico accumulato durante la prima fase dell’emergenza Covd e si trova già a dover rimandare analisi e controlli prenotati. Per patologie non meno gravi, anzi ben più mortali del Covid: su tutti i tumori, le speranze di sopravvivere ai quali sono attualmente molto minori rispetto al Covid. A saltare, a causa della raffica di tamponi in corso ogni giorno e dell’incremento dei ricoveri, sono anche i famosi esami “non urgenti”, gli screening periodici che servirebbero proprio a prevenire e curare in tempo il cancro.

L’allarme sul disfacimento sanitario contro cui si rischia di impattare nel mezzo della bufera Coronavirus, viene direttamente da Sergio Mattarella - e a cui si rischia di andare incontro «Le altre patologie non sono finite in lockdown – avverte il capo dello Stato -. Troppi screening e cure sono rinviati per terapie che, come i tumori, non consentono pause e sospensioni. Accanto alla ricerca dobbiamo potenziare e migliorare i percorsi di assistenza dedicati al paziente oncologico, che è diventato in alcune situazioni un paziente con una malattia cronica e che deve sentirsi assistito in tutte le fasi della sua malattia. Questa è la sfida presente: avvicinare il Servizio sanitario al paziente, puntando sull'assistenza domiciliare».

Ma in questo momento gli italiani si sentono letteralmente abbandonati  a casa. Secondo i dati di “Termometro Italia”, in 7 famiglie su 10 cresce il timore di non venire curate, una su 5 sarà costretta a rinunce importanti nell’ambito della prevenzione. . Quasi un capofamiglia su due è più preoccupato dell’impatto del Covid19 rispetto a settembre, quando era uno su tre, e il 70% si attende un ulteriore peggioramento nel 2021. Specie in assenza di una assicurazione sanitaria. La realtà è che siamo diventati ormai come gli Usa: riesce a curarsi, bene e in tempo, solo chi lo se può permettere.


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