Attualità I numeri dell'Istat

In Sicilia durante il lockdown il 90% di incidenti stradali in meno

Nel periodo di lockdown il tasso di mobilità è passato dall’85% al 32%, mentre la lunghezza media degli spostamenti è diminuita del 40%

In Sicilia durante il lockdown il 90% di incidenti stradali in meno

Catania - Dal confronto dei dati settimanali di incidentalità tra il 2020 e il 2019 (gennaio-aprile) , emergono diminuzioni che in Sicilia toccano anche punte del 90,4% (90% in Italia) durante il mese di aprile; mediamente il decremento degli incidenti stradali è stato del 70% a marzo e dell’85,5% ad aprile (72% a marzo e 85% ad aprile in Italia). Lo dice l’Istat che ha analizzato gli incidenti stradali durante il lockdown dovuto alla pandemia da Covid 19 che ha modificato radicalmente le abitudini di tutti e la mobilità ha avuto una battuta d’arresto come mai si era verificato.

Nel periodo di lockdown il tasso di mobilità (percentuale di persone che hanno compiuto almeno uno spostamento in giornata, ad eccezione dei tragitti a piedi inferiori ai 5 minuti) è passato dall’85% al 32% mentre la lunghezza media degli spostamenti è diminuita del 40%. Un effetto positivo - dice l’Istat - è sicuramente dato dalla diminuzione di incidenti stradali dovuta alla minore esposizione al rischio. I primi dati, forniti dalla Polizia Stradale e dall’Arma dei Carabinieri per gli incidenti stradali con lesioni a persone (circa un terzo degli incidenti totali registrati), nel periodo gennaio-aprile 2020, mostrano in maniera evidente gli effetti dell’entrata in vigore dei Decreti, che hanno istituito prima le zone rosse in alcune regioni del Nord Italia e successivamente il confinamento di tutta la popolazione sull'intero territorio nazionale (DCPM del 9 marzo 2020).

Nel 2019 si sono verificati in Sicilia 10.702 incidenti stradali che hanno causato la morte di 210 persone e il ferimento di altre 16.083. Rispetto al 2018, diminuiscono gli incidenti (-2,9%) e i feriti (-2,0%) in maniera più rilevante rispetto all’intero Paese (rispettivamente -0,2% e -0,6%). Il numero delle vittime della strada, invece, rimane stabile mentre a livello nazionale si registra una significativa diminuzione per questo aggregato (-4,8%). Lo dice il focus diffuso dall’Istat. Nel periodo 2001-2010 le vittime della strada si sono ridotte del 23,6%, meno della media nazionale (-42,0%); fra il 2010 e il 2019 si registrano variazioni, rispettivamente di -24,7% e -22,9%.

Nello stesso lasso di tempo (2010-2019) l’indice di mortalità è rimasto invariato sul territorio (2,0 deceduti ogni 100 incidenti) mentre quello medio nazionale diminuisce da 1,9 a 1,8. Nel 2019, l’incidenza degli utenti vulnerabili per età (bambini, giovani e anziani), periti in incidente stradale, in Sicilia è superiore alla media nazionale (52,4% contro 45,2%).

Guardando invece agli utenti vulnerabili secondo il ruolo avuto nell’incidente (conducenti/passeggeri di veicoli a due ruote e pedoni) il loro peso relativo (sul totale dei deceduti) misurato nella regione è superiore nel 2019 a quello nazionale (52,9% contro 49,6%). Negli ultimi nove anni (2010-2019) l’incidenza di pedoni deceduti è rimasta pressoché stabile passando da 16,8% a 16,7% mentre nel resto del Paese è aumentata da 15,1% a 16,8%.

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Nel 2019 il costo dell’incidentalità con danni alle persone è stimato in quasi 17 miliardi di euro per l’intero territorio nazionale (279,5 euro pro capite) e in 1,1 miliardi di euro (223,2 euro pro capite) per la Sicilia; la regione incide per il 6,6% sul totale nazionale. Nel 2019 - dice l’Istat - il maggior numero di incidenti (8.351, il 78,0% del totale) si è verificato sulle strade urbane, provocando 109 morti (51,9% del totale) e 11.946 feriti (74,3%).

Rispetto all’anno precedente i sinistri diminuiscono (-2,5%) in ambito urbano e ancor di più sulle strade extraurbane (-7,2%) mentre aumentano del 3,0% sulle autostrade. Gli incidenti più gravi avvengono sulle strade extraurbane (5,2 decessi ogni 100 incidenti) e sulle autostrade (2,3 decessi ogni 100 incidenti). Sulle strade urbane il 44,6% dei sinistri stradali avviene lungo un rettilineo. Sulle strade extraurbane tale percentuale sale al 54,4%. In ambito urbano gli incidenti che avvengono in corrispondenza degli incroci rappresentano il 31,6% del totale, seguono quelli che si verificano nei pressi di una intersezione (14,3%) e in curva (6%). Lungo le strade extraurbane il 28,8% degli incidenti si verifica in curva, il 6,2% negli incroci.

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Nel periodo primaverile ed estivo la concentrazione degli incidenti è elevata, in coincidenza con la maggiore mobilità legata a periodi di vacanza. Tra maggio e settembre si contano 4.818 incidenti (il 45% di quelli avvenuti durante l’anno) in cui hanno subito lesioni 7.207 persone (44,8%) e 93 sono decedute (44,3%). Oltre il 73% degli incidenti ha luogo tra le 8 e le 20 ma l’indice di mortalità raggiunge i valori più elevati nella fascia oraria tra le 3 e le 4 della notte (8,7 morti ogni 100 incidenti) e le 4 e le 5 del mattino (8,6) con valori di molto superiori alla media giornaliera (2,0). Nelle sole notti del venerdì e sabato si concentrano il 41,8% degli incidenti notturni, il 50,7% delle vittime e il 43,8% dei feriti. L’indice di mortalità dei soli incidenti notturni è pari a 4 decessi ogni 100 incidenti.

In Sicilia il 53,2% degli incidenti stradali è concentrato nei Poli urbani ; considerando anche le Aree di cintura, che comprendono i comuni più prossimi ai Poli, si arriva al 72,6% del totale. Nei comuni delle Aree interne, caratterizzate da distanze superiori ai 20 minuti di percorrenza dai Poli urbani, gli incidenti rappresentano il 27,4% del totale regionale. Nel totale dei Centri il numero delle vittime è in aumento del 16,5% rispetto al 2018. Nelle Aree Interne il numero delle vittime si riduce in maniera ragguardevole e pari al 20%.

La maggior parte degli incidenti stradali in Sicilia, dice il focus dell’Istat , avviene tra due o più veicoli (72,4%); la tipologia di incidente più diffusa è lo scontro frontale-laterale (3.796 casi, 36 vittime e 6.073 feriti), seguita dallo scontro laterale (1.465 casi, 6 decessi e 2.114 persone ferite). La tipologia più pericolosa è l’urto con ostacolo accidentale (4,9 decessi ogni 100 incidenti), seguono lo scontro frontale e la fuoriuscita (4,4).

Gli incidenti a veicoli isolati risultano più rischiosi, con una media di 3,9 morti ogni 100 incidenti, rispetto a quelli che vedono coinvolti più veicoli (1,2 decessi). Nell’ambito dei comportamenti errati di guida, il mancato rispetto delle regole di precedenza, la velocità troppo elevata e la guida distratta sono le prime tre cause di incidente (escludendo il gruppo residuale delle cause di natura imprecisata). I tre gruppi costituiscono complessivamente il 40,8% dei casi. Considerando solo le strade extraurbane, la velocità troppo elevata incide da sola per il 16,4%.

Il tasso di mortalità standardizzato è più alto per I 15-29enni (8,7 per 100mila abitanti) e per gli ultrasessantaquattrenni (4,9 per 100mila abitanti). I conducenti dei veicoli coinvolti rappresentano il 62,4% delle vittime e il 65,6% dei feriti in incidenti stradali, le persone trasportate il 21,0% dei morti e il 27,4% dei feriti, i pedoni il 16,7% dei deceduti e il 7% dei feriti. Il 54,3% dei pedoni rimasti vittima di incidente stradale appartiene alla classe di età 65+ mentre il 60,5% dei pedoni feriti ha più di 44 anni. L’indice di lesività standardizzato è pari a 656,9 per la classe di età 15-29 anni e a 389,9 per quella 30-44 anni.


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