Giudiziaria Caltanissetta

L'ex giudice Saguto condannata a 8 anni e 6 mesi

Per l'allegra gestione dei beni confiscati

L'ex giudice Saguto condannata a 8 anni e 6 mesi

Caltanissetta - Il tribunale di Caltanissetta, a fronte di una richiesta dei pm di 15 anni e 4 mesi, ha condannato a 8 anni e 6 mesi l’ex presidente della sezione misure di prevenzione del tribunale di Palermo Silvana Saguto, accusata di avere gestito in modo clientelare, in cambio di denaro e favori, le nomine degli amministratori giudiziari dei patrimoni sequestrati e confiscati alla mafia. Nel corso del processo, Saguto era stata radiata dalla magistratura dal Csm.

Lorenzo Caramma, il marito dell’ex giudice Silvana Saguto, è stato condannato a sei anni, due mesi e 10 giorni di carcere. L’ex Prefetta di Palermo Francesca Cannizzo è stata condannata a tre anni di carcere nell’ambito del processo per corruzione nei confronti dell’ex giudice Silvana Saguto.

Sette anni e mezzo di carcere all’ex "re" degli amministratori giudiziari Gaetano Cappellano Seminara. La Procura aveva chiesto la condanna a 12 anni e 3 mesi di carcere. Silvana Saguto dovrà risarcire con la somma di mezzo milione di euro la Presidenza del consiglio dei ministri.

«Rispettiamo la decisione del tribunale che è arrivata dopo un lungo dibattimento. In prima battuta e aspettando di leggere bene il dispositivo, noto però che in questo processo per la dottoressa Saguto sono più le assoluzioni che le condanne e che è caduta l’accusa di associazione a delinquere». Così Giuseppe Reina, legale dell’ex presidente della sezione misure di prevenzione del tribunale di Palermo ha commentato la sentenza.

«L'unica cosa che mi sento di dire, alla luce delle assoluzioni per diverse contestazioni, - ha aggiunto - è che il quadro indiziario si è fortemente ridimensionato. La trasmissione degli atti per falsa testimonianza per il teste che aveva parlato di una consegna di denaro a casa Saguto ci fa pensare che sia caduta anche questa accusa, dunque che per il tribunale questo episodio non è avvenuto». «In attesa di leggere le motivazioni - ha concluso - posso dire che siamo soddisfatti». «C'è una sentenza, finalmente. Parla la sentenza», si è invece limitato a dire il procuratore aggiunto di Caltanissetta Gabriele Paci.


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