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Gianni Molè ci ha insegnato cosa è giornalismo

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Gianni Molè ci ha insegnato cosa è giornalismo

Scrivo per sentirmi vivo, per raggiungerti dove te ne sei andato. Non lontano da qui. La sofferenza vuole sfogare rabbia e le lacrime di oggi non meritano di essere asciugate perché segnano il solco della tragedia. Il terribile e oscuro nemico ha colpito tutti noi. In cielo regnerà la pace, Gianni, ma qui ho bisogno del tuo sostegno.
Mi avresti detto che anche in questi estremi, là dove la morte interrompe il dono dell’eternità, avrei dovuto dare la notizia, senza commento e in piena coscienza, aggiungendo che i sentimenti sono concessi all’uomo, non al giornalista.
E allora la racconto cosi.
Cronista bravo di lunga militanza, Gianni ha raccontato pagine e pagine di cronaca, politica, cultura, storie della vita vera. Ma uno spazio importantissimo nella sua carriera l'ha occupato lo sport, nella sua carriera alla Gazzetta dello Sport. Ha amato il giornalismo profondamente, metteva sempre tanta energia in quello che faceva, energia che riusciva a trasmettere in chi lo circondava. Sempre attento ai colleghi più giovani che cercava di non lasciare indietro. Negli ultimi tempi era preoccupato per la crisi del giornalismo e invitava il Sindacato a stimolare le redazioni a reagire.
Dire Gianni Molè voleva dire giornalismo. Egli era il filo che univa, colleghi e istituzioni.
Da queste righe in giù, violerò il tuo insegnamento. I sentimenti, stavolta, prevalgono e portano a rimarcare le parole che provengono dal cuore, specie quando una tragedia del genere appartiene alla sfera degli affetti più cari.
La tua purezza di uomo buono deve essere condivisa. Senza retorica. E perdonami se non sarò bravo, ma qui deve emergere solo una cosa. Il tuo sorriso, l’amore per la tua amata famiglia, la moglie Eliana, le due splendide figlie Giulia e Federica e per la professione. Un unicum di purezza che pochi sanno provare nella vita.
Facci sentire al sicuro, da lassù avrai una visione più ampia, un orizzonte infinito. Prenditi cura di noi, col piglio che ti è sempre stato riconosciuto, critico e schietto, inconfondibile per misura, competenza e stile.
Ciao grande Gianni ti porterò sempre nel mio cuore. 
Gabriele


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